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  2. ProducerAlessandro Vecchio
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    Alessandro Vecchio
    28/11/2016 #2 Alessandro Vecchio
    #1 Maria ciao, lieto che i contributi siano validi. Buona giornata. :)
    Maria Fonseca
    28/11/2016 #1 Maria Fonseca
    Ciao Alessandro, non ti conoscevo però devo dire che i tuoi post sono davvero ben fatti e interessanti. In primis proprio questo. Buona giornata
  3. ProducerSimona Vitale

    Simona Vitale

    22/11/2016
    10 cose che dovresti sapere sugli uomini, ma che nessuno ti ha mai detto
    10 cose che dovresti sapere sugli uomini, ma che nessuno ti ha mai dettoEsistono molte idee errate sugli uomini, stereotipi che non danno loro il giusto valore e ti complicano la vita in fatto di relazioni.Il presente decalogo scaturisce da anni di studio dei migliori formatori americani che si occupano di coppie felice...
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    Elisa Graziano
    22/11/2016 #11 Elisa Graziano
    #6 >Grazie mille! Se mi viene in mente qualcosa te lo comunico! Un abbraccio!
    Simona Vitale
    22/11/2016 #10 Simona Vitale
    #7 Grazie per la tua testimonianza, Davide. E' preziosa. :-)
    Chiara Randazzo
    22/11/2016 #9 Chiara Randazzo
    #5 Al momento, purtroppo, devo dirti che non potrò assistere. Immagino che ci saranno altri appuntamenti simili o metterai in podcast sul blog, no? Grazie Simona.
    Monica Rampini
    22/11/2016 #8 Monica Rampini
    #4 Sicuramente! Piacere mio! Un bacio!
    Davide Caretti
    22/11/2016 #7 Davide Caretti
    Ciao Simona, non ti conoscevo ancora e per caso sono finito sul tuo interessantissimo post. Devo dire che condivido tutto e vorrei permettermi di mettere l'accento sulla casella 4 Non parlare negativamente di te stessa, un uomo prenderà questa informazione come letterale.
    Parla di te stessa con rispetto e amore. CONFERMATISSIMO! Assolutamente vero, Simona. Scusa l'intrusione e grazie mille!
    Simona Vitale
    22/11/2016 #6 Simona Vitale
    #1 Grazie a te, Elisa, continua a seguirmi e fammi sapere se c'è un argomento circa gli uomini ed il femminile che ti piacerebbe esplorare. Un bacio. :-*
    Simona Vitale
    22/11/2016 #5 Simona Vitale
    #2 Ciao Chiara, grazie sempre a te, spero di incontrarti venerdì pomeriggio. :-*
    Simona Vitale
    22/11/2016 #4 Simona Vitale
    #3 Che piacere conoscerti Monica, fatti viva durante il webinar con domande ed interazioni così avremo modo di comunicare in tempo reale. Un abbraccio. :-)
    Monica Rampini
    22/11/2016 #3 Monica Rampini
    Ciao @Simona Vitale, non conoscevo i tuoi post e questo mi è piaciuto moltissimo. Mi sono appena iscritta al tuo prossimo webinar e non vedo l'ora di poterti risentire! Grazie mille!
    Chiara Randazzo
    22/11/2016 #2 Chiara Randazzo
    Molto interessante, come sempre. Complimenti a @Simona Vitale!
    Elisa Graziano
    22/11/2016 #1 Elisa Graziano
    "Gli uomini amano e preferiscono le informazioni semplici e sintetiche."...ecco magari troppo sintetiche...10 secondi massimo d'attenzione! Schersi a parte grazie mille Simona, consigli utilissimi!
  4. ProducerRoberto Foglietta
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    Project Management: efficienza del controlloPublished on October 29, 2016 on LinkedIn IntroduzioneNel primo articolo abbiamo visto:come applicare in modo ricorsivo il principio di Pareto per ottenere un modello di copertura dei casi in maniera da correlare qualità (sigma) ai tempi di...
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  5. ProducerFabio Pandiscia

    Fabio Pandiscia

    04/11/2016
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    Le donne sono veramente... logorroiche?Di certo sappiamo che chiacchierare sia un'arte più femminile che maschile, non è un caso la nascita di tanti detti popolari, è noto quindi, ma le cifre riferite da un'esperta americana sulla differenza tra i due sessi in fatto di «parlantina»...
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    Enrico Sasso
    07/11/2016 #9 Enrico Sasso
    #8 No, credo otto su sette! XD
    Flavia Grasso
    07/11/2016 #8 Flavia Grasso
    #7 Cioé sette volte su sette pensavano al sesso? :)
    Fabio Pandiscia
    07/11/2016 #7 Fabio Pandiscia
    Sono dati che secondo me vanno presi con le pinze.
    La fonte scientifica è stata tratta da:
    dr. Terry Fischer e la sua squadra di ricercatori della Ohio University, campione rappresentativo di 300 studenti universitari,
    Wilhelm Hoffman dell'università di Chicago ha usato un metodo diverso, chiedendo sette volte al giorno a un gruppo di adulti tedeschi di registrare a cosa stessero pensando, i risultati sono stati gli stessi.
    Chiara Randazzo
    07/11/2016 #6 Chiara Randazzo
    #5 A me pare verosimile....hahaha
    Flavia Grasso
    07/11/2016 #5 Flavia Grasso
    @Fabio Pandiscia: il dato è corretto? Non è che era 52 minuti?
    Flavia Grasso
    07/11/2016 #4 Flavia Grasso
    Mi pare come minimo il dato su quanto si pensi al sesso: gli uomini penserebbero al sesso ogni 52 secondi, mentre la donna solo una volta al giorno. Cioé veramente null'altro a cui pensare?
    Patrizia Rossini
    07/11/2016 #3 Patrizia Rossini
    #2 Si infatti. Ho un amico che supera le 200.000 parole al giorno!
    Riccardo Marciani
    07/11/2016 #2 Riccardo Marciani
    Pare sia scientificamente provato qualcosa che sembrava essere solo una leggenda. Chiaramente vorrei sottolineare che si tratta di medie. Cioé ci sono donne che spendono molto meno delle famose 20.000 parole e uomini molto più delle 7.000.
  6. ProducerAlessandro Vecchio
    Obiettivi ben formati, come stabilire la tua meta
    Obiettivi ben formati, come stabilire la tua metaL’obiettivo rappresenta il risultato che ci proponiamo di raggiungere, il fine verso cui tendiamo.Per poter ottenere i risultati che hai stabilito di raggiungere, nella tua vita personale e professionale, è molto importante  saper costruire degli...
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    Alessandro Vecchio
    04/11/2016 #2 Alessandro Vecchio
    #1 Riccardo ciao, concordo pienamente con il tuo pensiero, grazie del tuo contributo.
    Riccardo Marciani
    04/11/2016 #1 Riccardo Marciani
    Complimenti @Alessandro Vecchio, un bel contributo. Mi piace molto il termine che usi ossia che l'obiettivo deve essere "ecologico". È un aspetto che spesso non prendiamo in considerazione e ce ne pentiamo troppo tardi.
  7. ProducerFabio Pandiscia

    Fabio Pandiscia

    02/11/2016
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    Linguaggio del corpo: sesso e segnali di nervosismoNel post uscito sul nostro blog a cura del dr Meridda A. parliamo diun punto molto importante e di sicuro interessante: il sesso per la nostra specie.Indubbiamente, lo scopo riproduttivo è il principale scopo per cui esiste, e per la maggior parte...
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    Fabio Pandiscia
    02/11/2016 #5 Fabio Pandiscia
    #4 grazie, onorato
    Patrizia Rossini
    02/11/2016 #4 Patrizia Rossini
    #3 Ok, continuerò a seguirti qui per adesso ;) Grazie Fabio!
    Fabio Pandiscia
    02/11/2016 #3 Fabio Pandiscia
    #1 purtroppo i miei sponsor permettono solo le città di Cagliari e Rieti
    Davide Caretti
    02/11/2016 #2 Davide Caretti
    #1 Si mi pare molto comune. natruralmente come diceva Fabio, distogliere lo sguardo è il primo segno rivelatore.
    Patrizia Rossini
    02/11/2016 #1 Patrizia Rossini
    Io quando sono nervosa mi tocco e aggiusto sempre i vestiti.. Ci hai preso @Fabio Pandiscia. A propostio Fabio, quando il prossimo corso sul Linguaggio del corpo a Roma?
  8. ProducerFabio Pandiscia

    Fabio Pandiscia

    25/10/2016
    L'importanza delle parole giuste
    L'importanza delle parole giusteOrmai se segui da tempo il mio blog sul miglioramento personale, già saiche tutti noi abbiamo la possibilità di dirigere il nostro focus e se abbiamo questo potere, allora sarà meglio concentralosu ciò che vogliamo ottenere, sui risultati che...
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    Enrico Sasso
    26/10/2016 #3 Enrico Sasso
    Molto interessante!
    Patrizia Rossini
    26/10/2016 #2 Patrizia Rossini
    #1 D'accordo con te Flavia!
    Flavia Grasso
    26/10/2016 #1 Flavia Grasso
    Ciao @Fabio Pandiscia, non conoscevo i tuoi Producer e devo dire che sono molto molto interessanti, come d'altro canto lo è il tuo blog. Complimenti!
  9. ProducerAlessandro Vecchio
    Ascolto, la base della relazione con l’altro
    Ascolto, la base della relazione con l’altroL’Ascolto è la capacità di accogliere le informazioni da chi parla, altre persone o se stessi, senza esprimere giudizi, essendo empatici.Infatti, la capacità di ascoltare è considerata una vera e propria arte, che richiede di saper raccogliere, di...
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    Alessandro Vecchio
    07/11/2016 #9 Alessandro Vecchio
    #8 Chiara ciao, lieto che il contributo sia valido, a disposizione per eventuali approfondimenti.
    Chiara Randazzo
    07/11/2016 #8 Chiara Randazzo
    #5 Perfetto, grazie mille per la precisazione! Saluti!
    Deb Helfrich
    05/11/2016 #7 Deb Helfrich
    So che tutti abbiamo bisogno di lavorare sul nostro ascolto, @Alessandro Vecchio. Si tratta di un'arte e un'abilità che richiede pratica costante, perché, come si afferma chiaramente:

    "E 'importante sottolineare il fatto che ogni persona si attacca alle parole significato e il suo valore, in relazione alla propria esperienza, le proprie conoscenze, credenze, esperienze e formazione."

    Bebee ha appena implementato le capacità di traduzione del browser Google Chrome e vedremo se sono riuscito ad ascoltare bene le tue parole tramite un intermediario di tecnologia.
    Alessandro Vecchio
    03/11/2016 #6 Alessandro Vecchio
    #1 Davide ciao, in buona percentuale i livelli di ascolto presenti oscillano tra la prima e la seconda tipologia, sì. Questo deriva (mia idea) da una mancata educazione alla comunicazione ed all'ascolto nei centri di formazione e di educazione (leggi scuole ed università).
    Alessandro Vecchio
    03/11/2016 #5 Alessandro Vecchio
    #4 Chiara ciao, il processo comunicativo è composto da più elementi, come indichi giustamente. La responsabilità dell'emittente è di formulare un messaggio chiaro e comprensibile, nella forma e nel contenuto, per il ricevente. Quindi anche la scelta del canale più funzionale all'obiettivo. Fondamentale è verificare il buon esito della comunicazione attraverso il feedback.
    Chiara Randazzo
    26/10/2016 #4 Chiara Randazzo
    @Alessandro Vecchio un dubbio: l'ascolto attivo ha comunque bisogno di circostanze che favoriscano tale approccio da parte di chi riceve il messaggio no? Cioé non è sempre "colpa" del messaggio o dell'emissore, ma anche del canale, corretto? E in tal caso in che tipo di ascolto ricadrebbe? Grazie
    Elisa Graziano
    26/10/2016 #3 Elisa Graziano
    #2 Mi fai morire @Patrizia Rossini! Ahahahah
    Patrizia Rossini
    26/10/2016 #2 Patrizia Rossini
    #1 Beh, voi uomini sicuro! Forse anche solo asclto passivo! Ahahaha...scherzo eh!
    Davide Caretti
    26/10/2016 #1 Davide Caretti
    Davvero interessante @Alessandro Vecchio. Io credo che nella maggior parte dei casi stiamo tra ascolto passivo e parziale, mi sbaglio?
  10. ProducerAlessandro Vecchio
    Personal Marketing Plan
    Personal Marketing PlanIl Personal Marketing Plan è un modello operativo attraverso cui definire, valorizzare e promuovere in modo attivo te stesso e le tue competenze nel Mercato del Lavoro.1. Presentazione dell’ideaLa presentazione dell’idea consiste in una...
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  11. ProducerRoberto Foglietta
    L'imprenditore è un artista
    L'imprenditore è un artistaPublished on September 6, 2016 on LinkedIn Quando parliamo della differenza fra il prezzo di vendita e il costo di acquisto parliamo di valore aggiunto e il valore aggiunto appartiene al commercio.Invece, quello che fa l'imprenditore è creare il...
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    Roberto Foglietta
    11/10/2016 #9 Roberto Foglietta
    @Enrico Sasso: non sono d'accordo. Apple è stata una delle prime azienda a comprendere che lo stile (design) era una componente importante del marketing, che non bastavano le funzionalità per vendere a una certa categoria di persone (e più in generale a tutti quanti). E' un azienda che ha deciso che un solo tasto per il mouse era sufficiente (invece di tre + rotellina). E' un azienda che ha fatto del design uno status-symbol al punto da arrivare a differenziare in termini di costo (e non poco) il bianco puro al nero assoluto. E' stata un'azienda che ha saputo sviluppare un proprio sistema operativo (almeno due volte) accettando di rimanere per molto tempo confinata in un segmento di mercato nel quale però eccelleva (la produzione grafica e il montaggio video ). Ha fatto scelte anticonformiste: è stata la prima azienda a dire "i nostri clienti non sentiranno la mancanza del CDROM ma apprezzeranno le dimensioni ridotte e la trasportabilità". Solo per citare alcuni esempi forse tra quelli meno noti. Apple è un'azienda che ha costantemente fatto innovazione in modo metodico e quindi con grande successo anche perché ha sempre saputo valorizzare la sua differenza dai concorrenti. La forte fidelizzazione che la clientela ha verso Apple è sicuramente parte del suo successo ma essa è il risultato di una sistematica differenziazione dai concorrenti e questa a sua volta è il risultato di scelte molto coraggiose. Apple ha goduto di tre fattori: una fortissima componente innovativa fin dall'inizio a cui non ha mai rinunciato, una fortissima componente commerciale fin dall'inizio a cui non ha mai rinunciato e un mercato/cultura come quella americana che non percepisce il successo individuale (o di una singola azienda) come un problema sociale ma come un valore.
    Enrico Sasso
    11/10/2016 #8 Enrico Sasso
    @Roberto Foglietta: condivido alcuni aspetti del tuo ragionamento e sono con te quando dici che innovare può essere copiare migliorando. Ma solo e sempre migliorando? Mi vengono in mente decine di esempi in cui non si apporta nulla di significativo. E quando dico nulla non intendo solo fattori tecnicamente o sostanzialmente percepibili, ma anche solo un qualcosa di apprezzabile sotto il profilo comunicativo/sociale. Mi spiego meglio: Apple non produce i migliori dispositivi. Assolutamente no. Ma ha aggiunto un fattore chiave alla sua strategia: la comunità. C'è un rapporto di fidelizzazione profonda che va al di là del singolo nuovo prodotto lanciato da Apple. Capisci cosa intendo?
    Roberto Foglietta
    11/10/2016 #7 Roberto Foglietta
    (parte 2, prosegue da parte 1) @Enrico Sasso: Per quanto riguarda alle contese interne a un gruppo, la gara dovrebbe essere alla delivery mentre spesso invece la delivery viene ritardata per dare spazio alle diatribe di gruppo. In quei contesti, in cui l'ordine di cordata è determinato dalla delivery, generalmente la struttura di gruppo è dinamica e stabile (appare una contraddizione, ma è come la bicicletta, l'equilibrio stabile è in moto). Si dice che la politica sia l'estensione della guerra con altri mezzi. In un contesto di B4B la guerra (anche con altri) mezzi non trova molto spazio perché anche i concorrenti sono parte dell'ecosistema di business. Ritornando alla scoperta dell'America, essa prende il nome da Amerigo Vespucci e non da Cristoforo Colombo che per primo intentò l'impresa pur confondendo il nuovo continente con le indie. Perciò copiare non è il problema. Il problema è innovare: copiare migliorando. Poiché migliorare implica saper fare meglio e fare meglio significa aver fatto e quindi aver fatto errori. Non è sempre detto che chi arriva per secondo vinca. E' vero invece che vince chi riesce a mettere insieme i fattori fondamentali che costituiscono un'innovazione (e la sua delivery).
    Roberto Foglietta
    11/10/2016 #6 Roberto Foglietta
    @Enrico Sasso: c'è un problema di base nella cultura italiana che è quella di considerare la materia tecnica una commodity rispetto all'approccio umanistico. In termini tecnici viene chiamata "la supremazia della politica" (politica in senso lato) ovvero della capacità di raccogliere consenso. Inoltre l'umanesimo e la tecnica vengono considerati due ambiti distinti (classe dirigente tecnica vs amministrativa). Il copiare una soluzione tecnica (i modelli di business sono matematica dei sistemi allo stato attuale dell'arte, quindi sono parte della soluzione tecnica) con un approccio umanistico comporta che in realtà si imita solo ciò che si comprende che è un po' - passami l'esempio - come se un'attore imitasse un agente segreto vs un agente segreto vero. A primo impatto lo 007 del cinema è anche più mitico ma nella realtà operativa non regge il confronto. Un altra descrizione che potremmo dare è che tutti vogliono vincere ma nessuno ha il coraggio di staccarsi dal gruppo. Non solo, ma guardano a coloro che tendono a staccarsi dal gruppo come un pericolo, si sa mai che trovi l'america! Non confondiamo l'Italia con l'occidente. In altre parti dell'occidente la consapevolezza che la dimensione tecnica non sia una commodity è piuttosto chiara, di contro tendono a essere più rigidi e quindi meno creativi. (fine parte 1, prosegue)
    Enrico Sasso
    11/10/2016 #5 Enrico Sasso
    Molto bello l'articolo sul B4B. @Roberto Foglietta sono punti di vista. Scalabilità o meno io ultimamente vedo una certa ricorrenza e fragilità nella generazione di idee che siano realmente innovative.
    Soprattutto noto in certi imprenditori la pretesa di vendere come originali idee di altri. Ad esempio, tutti sappiamo che i cinesi hanno iniziato copiando, ma facendolo dichiaratamente e migliorando in molti casi i prodotti finali. Questo spesso in occidente non avviene....
    Roberto Foglietta
    10/10/2016 #4 Roberto Foglietta
    @Enrico Sasso: questo articolo [¹] "B2B is dead. B4B is born." sta mostrando un'innovazione apparentemente difficile da distinguere all'esterno. Due attività una tradizionalmente orientata al B2B e un'altra B4B anche solo per questo dettaglio, la seconda ha la possibilità di scalare in un modo totalmente diverso perché il rapporto con la clientela è di reciprocità. Un aspetto "magico" inizialmente poi con il tempo diventa una commodoty, tutti ci arrivano.

    [¹] https://www.bebee.com/producer/@magendar-rajasekaran/b2b-is-dead-b4b-is-born
    Roberto Foglietta
    10/10/2016 #3 Roberto Foglietta
    @Riccardo Marciani: grazie. @Enrico Sasso: alcune idee non hanno nulla di innovativo tranne l'implementazione. L'innovazione non è necessariamente l'invenzione di qualcosa di nuovo. Anzi, spesso l'innovazione (impatto di successo sul mercato) è dovuta a una nuova modalità d'integrazione di servizi/prodotti esistenti. D'altronde il successo della CocaCola (a parte il marketing, che è venuto dopo) è la formula. L'idea dell'ingrediente segreto potrebbe essere - ragionevolmente - un falso mito. Per questo parlo di arte e non di scienza, perché la scienza aiuta l'imprenditore (e l'innovatore) fino a un certo punto poi subentra qualcosa d'imponderabile e magico. Questo non significa che non ci sia tecnica e metodo, entrambi sono fondamentali, ma da soli non bastano. Se noi conoscessimo il segreto del successo saremmo tutti persone di successo. Tutto è relativo, in realtà siamo persone di successo (rispetto a molti altri) ma spesso ci si confronta con le proprie o altrui aspettative (ma non è detto che tutte le aspettative siano ragionevoli). Ad esempio, molte persone mi chiedono perché io abbia interesse per "business che non scalano" - hanno ragione, è qualcosa di incomprensibile - eppure quante di queste persone hanno attivato e gestito con successo business che scalano esponenzialmente? La realtà è che dietro a un business lineare c'è sempre anche un business esponenziale ma se non si è capaci di consolidare la base lineare non si riesce a sfruttare l'accelerazione esponenziale (condizione necessaria ma non sufficiente).
    Enrico Sasso
    10/10/2016 #2 Enrico Sasso
    Ciao @Roberto Foglietta. Mi piace il tuo articolo. Devo dire che sono d'accordo fino ad un certo punto. Cioé mi pare azzeccato il paragone, ma non per tutti gli imprenditori. Purtroppo, sempre più spesso, molti spacciano le loro idee per grandiose ed originali mentre in realtà sono banali imitazioni. Tu che ne pensi?
    Riccardo Marciani
    10/10/2016 #1 Riccardo Marciani
    Illuminante l'esempio delle fragole. Saluti
  12. ProducerRoberto Foglietta
    Fare innovazione
    Fare innovazionePublished on May 4, 2016 on LinkedIn Se noi abbiamo un manuale su come fare bene una cosa, lo diamo a un buon ingegnere e questi la farà bene. Se il manuale non lo abbiamo, non è completo o non pare funzionare come ci aspettiamo allora c'è bisogno...
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    Roberto Foglietta
    05/10/2016 #5 Roberto Foglietta
    #1 Ciao @Enrico Sasso, grazie del tuo commento. Ho aggiunto una nota proprio oggi.
    Flavia Grasso
    05/10/2016 #2 Flavia Grasso
    L'innovazione è la chiave, hai perfettamente ragione Roberto
    Enrico Sasso
    05/10/2016 #1 Enrico Sasso
    Ciao Roberto, davvero molto interessante e chiaro. L'innovazione è qualcosa di fondamentale e come dici tu deve essere presente nella cultura d'impresa.
  13. ProducerFabio Pandiscia

    Fabio Pandiscia

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  14. ProducerFabio Pandiscia

    Fabio Pandiscia

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  15. ProducerFabio Pandiscia

    Fabio Pandiscia

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  16. ProducerFabio Pandiscia

    Fabio Pandiscia

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  17. ProducerFabio Pandiscia

    Fabio Pandiscia

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  18. ProducerFabio Pandiscia

    Fabio Pandiscia

    04/08/2016
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    Patrizia Rossini
    04/08/2016 #3 Patrizia Rossini
    Informazioni utili anche in sede di colloquio di lavoro. Spesso ho notato posture maschili un po' aggressive, devo dire, che possono mettere a disagio
    Fabio Pandiscia
    04/08/2016 #2 Fabio Pandiscia
    #1 Grazie a te per aver letto l'articolo
  19. ProducerFabio Pandiscia

    Fabio Pandiscia

    04/08/2016
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    Patrizia Rossini
    04/08/2016 #2 Patrizia Rossini
    Io sono molto attenta al linguaggio del corpo. Credo che esprima molto di più rispetto a quello verbale. Sul lavoro mi capita spesso di sentirmi a disagio quando vedo segnali di disattenzione o fastidio in chi mi sta di fronte
  20. Federica Fabrizio
    Federica Fabrizio
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