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Dirigenti e manager - beBee

Dirigenti e manager

~ 100 buzzes
I responsabili della gestione strategica delle aziende in tutti i settori fanno networking e condividono informazioni utili in questo alveare.
Buzzes
  1. ProducerRoberto Foglietta
    Project Management: efficienza del controllo
    Project Management: efficienza del controlloPublished on October 29, 2016 on LinkedIn IntroduzioneNel primo articolo abbiamo visto:come applicare in modo ricorsivo il principio di Pareto per ottenere un modello di copertura dei casi in maniera da correlare qualità (sigma) ai tempi di...
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  2. ProducerRoberto Foglietta
    Project Management: teoria del controllo
    Project Management: teoria del controlloPublished on October 25, 2016 on LinkedIn IntroduzioneIl giusto approccio, un modello quantitativo e un metodo elastico possono aiutare l'arte del Project Management a evitare percorsi inutilmente contorti.La teoria del controllo della gestione dei...
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  3. ProducerStefania Boleso

    Stefania Boleso

    07/11/2016
    Dal marketing di prodotto al marketing delle persone
    Dal marketing di prodotto al marketing delle personeHo lavorato per anni nel marketing di prodotto (e ancora lo faccio), ho lanciato nuovi brand e ideato operazioni di comunicazione con l’obiettivo di rendere un prodotto memorabile.In ciascuna di queste situazioni, il segreto per il successo era...
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    Stefania Boleso
    07/11/2016 #6 Stefania Boleso
    #5 Grazie a voi per il confronto (sempre utile!)
    Riccardo Marciani
    07/11/2016 #5 Riccardo Marciani
    #4 Assolutamente. Ma credo che tutti, in termini diversi, stiamo dicendo la stessa cosa. Comunque grazie per la precisazione e per avviare il dibattito (molto utile) a partire dal tuo post.
    Stefania Boleso
    07/11/2016 #4 Stefania Boleso
    Secondo me il personal branding è qualcosa su cui lavorare in un secondo momento. Innanzitutto è fondamentale arrivare a capire qual è il proprio posizionamento unico e distintivo (la propria unique value proposition), perché solo in questo modo possiamo arrivare a creare il nostro brand personale. Altrimenti il rischio è di comunicare senza sapere esattamente cosa dire e quindi semplicemente produrre "rumore" che si va ad aggiungere al rumore di cui è già pieno il web (e di cui possiamo tranquillamente fare a meno). Quante persone seguono un corso di Personal Branding dove hanno spiegato loro come usare i social, ma poi a distanza di qualche mese sono al palo, perché sanno usare operativamente gli strumenti, ma mancano di strategia su cosa vogliono dire, sul pubblico che vogliono raggiungere, su come essere utili al pubblico (e quindi diventare rilevanti), etc?
    Riccardo Marciani
    07/11/2016 #3 Riccardo Marciani
    #2 Esatto.
    Giampiero Vilardi
    07/11/2016 #2 Giampiero Vilardi
    #1 Sì @Riccardo Marciani, credo che ci siano dei processi analitici ed esecutivi che si possono applicare sia ai prodotti che al personal branding (con le dovute modifiche chiaramente). Il primo passo comunque, a mio parere, rimane un'attenta analisi attuale della reputazione online e un buon piano in base agli obiettivi. Saluti!
    Riccardo Marciani
    07/11/2016 #1 Riccardo Marciani
    Assolutamente vero. La reputazione online ormai va curata come se si trattasse si un brand. Perlomeno appare chiaro che si possano trasferire alcune tecniche del marketing di prodotto a quello personale.
  4. Producerlaura munari

    laura munari

    06/11/2016
    I buffoni del Web: e tu come selezioni un social media manager?
    I buffoni del Web: e tu come selezioni un social media manager? Dopo alcune analisi e leggendo molti annunci di lavoro esposti anche da importanti Brand ho notato che in pochi richiedono la lingua inglese come elemento imprescindibile. Perche' questa osservazione? Semplicemente basti pensare che Facebook (US) e...
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    Giampiero Vilardi
    07/11/2016 #3 Giampiero Vilardi
    Sono d'accordo con @laura munari. Se un'impresa assume un social media manager o un content manager, DEVE assoulutamente richiedere un livello d'inglese alto.
    laura munari
    07/11/2016 #2 laura munari
    Si tanti con livello alto ma altrettanti, mi meravigliano sempre brand importanti, che non richiedono qualifiche particolari e tantomeno la conoscenza dell'inglese
    Riccardo Marciani
    07/11/2016 #1 Riccardo Marciani
    Ciao @laura munari. Io sono d'accordo con te sull'importanza dell'inglese nel marketing e nella comunicazione. Ma sinceramente, ho notato che ci sono, al contrario, moltissimi annunci in cui è richiesto un livello altissimo di inglese. Anzi mi pare che sia richiesto persino in settori/imprese in cui non ce ne sarebbe necessità (inteso come bisogno primario). Saluti!
  5. ProducerAlessandro Fabris
    Only the Paranoid survive
    Only the Paranoid surviveQuesta settimana non intendo affrontare la paranoia come psicosi caratterizzata da un delirio cronico, basato su un sistema di convinzioni, principalmente a tema persecutorio, spesso non corrispondenti alla realtà né dal punto di vista clinico, né...
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    Enrico Sasso
    04/11/2016 #2 Enrico Sasso
    Condivido la tua sintesi personale e mi pare tutto molto logico. Spesso purtroppo non si tiene in conto che determinati fattori vanno sempre analizzati. Spesso ci si lascia guidare troppo dall'istinto e dalla creatività.
    Riccardo Marciani
    04/11/2016 #1 Riccardo Marciani
    Bisogna essere consapevoli sempre....
  6. ProducerAlessandro Fabris
    Sono un eversivo?
    Sono un eversivo?Il 13 ottobre veniva a mancare Dario Fo, celebre drammaturgo ed attore italiano e per una strana coincidenza lo stesso giorno, il cantante americano Bob Dylan riceveva il Nobel per la letteratura, il prestigioso riconoscimento che anche il nostro...
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    Patrizia Rossini
    31/10/2016 #7 Patrizia Rossini
    #5 No, figurato @Alessandro Fabris...era più un suggerimento. Qui la gente pubblica come vuole, credo che alcuni blogger facciano appello al "continua a leggere" per avere visite al loro blog, ma normalmente fanno una prewiev più lunghetta ;)

    Grazie comunque per il bel pezzo (quasi tutto sul tuo blog)! :)

    Saluti
    Riccardo Marciani
    31/10/2016 #6 Riccardo Marciani
    #5 Ok, capito. Grazie mille!
    Alessandro Fabris
    31/10/2016 #5 Alessandro Fabris
    @Flavia Grasso @Patrizia Rossini perdonatemi ma sono nuovo di beBee ed avevo capito di mettere foto, un richiamo al testo e cliccando su continua la possibilità di andare sul blog dove c'è tutto il testo... devo invece inserirlo tutto qui?
    Alessandro Fabris
    31/10/2016 #4 Alessandro Fabris
    #1 @Riccardo Marciani, molto semplicemente un esempio potrebbe essere invece di scrivere una mail ad un collega che ci ha appena creato un piccolo casino... avvicinarsi fisicamente (poi dipende dalla confidenza che si ha) dargli una pacca sulla schiena e dirgli "bel casino abbiamo fatto... cosa ne pensi se ne usciamo in questo modo... " spiegandogli la nostra idea per andare oltre....
    Flavia Grasso
    31/10/2016 #3 Flavia Grasso
    #2 Si, in effetti si... Bello comunque il post sul blog
    Patrizia Rossini
    31/10/2016 #2 Patrizia Rossini
    Bello si, ma almeno un po' di testo da leggere qui non mi sarebbe dispiaciuto...
    Riccardo Marciani
    31/10/2016 #1 Riccardo Marciani
    Molto utile, anche se ho un piccolo dubbio...@Alessandro Fabris: quando dici "Nel rapporto con i colleghi è l’atteggiamento di chi usa schemi anche non convenzionali di comunicazione per favorire l’interazione e la trasmissione di significati"...puoi farmi un esempio?

    Grazie mille
  7. ProducerRoberto Foglietta
    Project Management: concetti di base
    Project Management: concetti di basePublished on October 19, 2016 on LinkedInIntroduzioneAlcuni concetti elementari del Project Management proposti con un modello semplice ma quantitativo utile per un approccio generale alla gestione delle stime di sviluppo.Il principio di Pareto, la...
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    Enrico Sasso
    18/11/2016 #4 Enrico Sasso
    #3 Esatto!
    Roberto Foglietta
    18/11/2016 #3 Roberto Foglietta
    #2 @@Enrico Sasso: assolutamente sensato avere un posizione operativa dove le cose succedono.
    Enrico Sasso
    27/10/2016 #1 Enrico Sasso
    Grazie @Roberto Foglietta per rinfrescare un po' a tutti questi concetti così importanti nel Project Management. Spero in molti possano avvalersi di questo articolo e apprezzo molto il fatto ch eutilizzi Creatives Commons. Saluti
  8. ProducerFabio Pandiscia

    Fabio Pandiscia

    25/10/2016
    L'importanza delle parole giuste
    L'importanza delle parole giusteOrmai se segui da tempo il mio blog sul miglioramento personale, già saiche tutti noi abbiamo la possibilità di dirigere il nostro focus e se abbiamo questo potere, allora sarà meglio concentralosu ciò che vogliamo ottenere, sui risultati che...
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    Comments

    Enrico Sasso
    26/10/2016 #3 Enrico Sasso
    Molto interessante!
    Patrizia Rossini
    26/10/2016 #2 Patrizia Rossini
    #1 D'accordo con te Flavia!
    Flavia Grasso
    26/10/2016 #1 Flavia Grasso
    Ciao @Fabio Pandiscia, non conoscevo i tuoi Producer e devo dire che sono molto molto interessanti, come d'altro canto lo è il tuo blog. Complimenti!
  9. ProducerAlessandro Fabris
    Patti chiari, amicizia lunga
    Patti chiari, amicizia lungaignificativo che questa settimana alcune delle poche parole in italiano che il presidente Barack Obama, durante la visita delle “eccellenze italiane” ha utilizzato per descrivere la relazione fra Stati Uniti ed Italia fossero “Patti chiari, amicizia...
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    Alessandro Fabris
    29/10/2016 #4 Alessandro Fabris
    #1 Grazie
    Enrico Sasso
    24/10/2016 #3 Enrico Sasso
    #2 Concordo! Bel post
    Riccardo Marciani
    24/10/2016 #2 Riccardo Marciani
    Assolutamente d'accordo @Alessandro Fabris. Bel paragone tra l'ambito imprenditoriale e il detto "patti chiari, amicizia lunga". La chiarezza è fondamentale in ogni tipo di relazione
    Silvia Spatafora
    23/10/2016 #1 Silvia Spatafora
    Articolo interessante! Complimenti anche per il tuo blog!
  10. ProducerRoberto Foglietta
    L'imprenditore è un artista
    L'imprenditore è un artistaPublished on September 6, 2016 on LinkedIn Quando parliamo della differenza fra il prezzo di vendita e il costo di acquisto parliamo di valore aggiunto e il valore aggiunto appartiene al commercio.Invece, quello che fa l'imprenditore è creare il...
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    Roberto Foglietta
    11/10/2016 #9 Roberto Foglietta
    @Enrico Sasso: non sono d'accordo. Apple è stata una delle prime azienda a comprendere che lo stile (design) era una componente importante del marketing, che non bastavano le funzionalità per vendere a una certa categoria di persone (e più in generale a tutti quanti). E' un azienda che ha deciso che un solo tasto per il mouse era sufficiente (invece di tre + rotellina). E' un azienda che ha fatto del design uno status-symbol al punto da arrivare a differenziare in termini di costo (e non poco) il bianco puro al nero assoluto. E' stata un'azienda che ha saputo sviluppare un proprio sistema operativo (almeno due volte) accettando di rimanere per molto tempo confinata in un segmento di mercato nel quale però eccelleva (la produzione grafica e il montaggio video ). Ha fatto scelte anticonformiste: è stata la prima azienda a dire "i nostri clienti non sentiranno la mancanza del CDROM ma apprezzeranno le dimensioni ridotte e la trasportabilità". Solo per citare alcuni esempi forse tra quelli meno noti. Apple è un'azienda che ha costantemente fatto innovazione in modo metodico e quindi con grande successo anche perché ha sempre saputo valorizzare la sua differenza dai concorrenti. La forte fidelizzazione che la clientela ha verso Apple è sicuramente parte del suo successo ma essa è il risultato di una sistematica differenziazione dai concorrenti e questa a sua volta è il risultato di scelte molto coraggiose. Apple ha goduto di tre fattori: una fortissima componente innovativa fin dall'inizio a cui non ha mai rinunciato, una fortissima componente commerciale fin dall'inizio a cui non ha mai rinunciato e un mercato/cultura come quella americana che non percepisce il successo individuale (o di una singola azienda) come un problema sociale ma come un valore.
    Enrico Sasso
    11/10/2016 #8 Enrico Sasso
    @Roberto Foglietta: condivido alcuni aspetti del tuo ragionamento e sono con te quando dici che innovare può essere copiare migliorando. Ma solo e sempre migliorando? Mi vengono in mente decine di esempi in cui non si apporta nulla di significativo. E quando dico nulla non intendo solo fattori tecnicamente o sostanzialmente percepibili, ma anche solo un qualcosa di apprezzabile sotto il profilo comunicativo/sociale. Mi spiego meglio: Apple non produce i migliori dispositivi. Assolutamente no. Ma ha aggiunto un fattore chiave alla sua strategia: la comunità. C'è un rapporto di fidelizzazione profonda che va al di là del singolo nuovo prodotto lanciato da Apple. Capisci cosa intendo?
    Roberto Foglietta
    11/10/2016 #7 Roberto Foglietta
    (parte 2, prosegue da parte 1) @Enrico Sasso: Per quanto riguarda alle contese interne a un gruppo, la gara dovrebbe essere alla delivery mentre spesso invece la delivery viene ritardata per dare spazio alle diatribe di gruppo. In quei contesti, in cui l'ordine di cordata è determinato dalla delivery, generalmente la struttura di gruppo è dinamica e stabile (appare una contraddizione, ma è come la bicicletta, l'equilibrio stabile è in moto). Si dice che la politica sia l'estensione della guerra con altri mezzi. In un contesto di B4B la guerra (anche con altri) mezzi non trova molto spazio perché anche i concorrenti sono parte dell'ecosistema di business. Ritornando alla scoperta dell'America, essa prende il nome da Amerigo Vespucci e non da Cristoforo Colombo che per primo intentò l'impresa pur confondendo il nuovo continente con le indie. Perciò copiare non è il problema. Il problema è innovare: copiare migliorando. Poiché migliorare implica saper fare meglio e fare meglio significa aver fatto e quindi aver fatto errori. Non è sempre detto che chi arriva per secondo vinca. E' vero invece che vince chi riesce a mettere insieme i fattori fondamentali che costituiscono un'innovazione (e la sua delivery).
    Roberto Foglietta
    11/10/2016 #6 Roberto Foglietta
    @Enrico Sasso: c'è un problema di base nella cultura italiana che è quella di considerare la materia tecnica una commodity rispetto all'approccio umanistico. In termini tecnici viene chiamata "la supremazia della politica" (politica in senso lato) ovvero della capacità di raccogliere consenso. Inoltre l'umanesimo e la tecnica vengono considerati due ambiti distinti (classe dirigente tecnica vs amministrativa). Il copiare una soluzione tecnica (i modelli di business sono matematica dei sistemi allo stato attuale dell'arte, quindi sono parte della soluzione tecnica) con un approccio umanistico comporta che in realtà si imita solo ciò che si comprende che è un po' - passami l'esempio - come se un'attore imitasse un agente segreto vs un agente segreto vero. A primo impatto lo 007 del cinema è anche più mitico ma nella realtà operativa non regge il confronto. Un altra descrizione che potremmo dare è che tutti vogliono vincere ma nessuno ha il coraggio di staccarsi dal gruppo. Non solo, ma guardano a coloro che tendono a staccarsi dal gruppo come un pericolo, si sa mai che trovi l'america! Non confondiamo l'Italia con l'occidente. In altre parti dell'occidente la consapevolezza che la dimensione tecnica non sia una commodity è piuttosto chiara, di contro tendono a essere più rigidi e quindi meno creativi. (fine parte 1, prosegue)
    Enrico Sasso
    11/10/2016 #5 Enrico Sasso
    Molto bello l'articolo sul B4B. @Roberto Foglietta sono punti di vista. Scalabilità o meno io ultimamente vedo una certa ricorrenza e fragilità nella generazione di idee che siano realmente innovative.
    Soprattutto noto in certi imprenditori la pretesa di vendere come originali idee di altri. Ad esempio, tutti sappiamo che i cinesi hanno iniziato copiando, ma facendolo dichiaratamente e migliorando in molti casi i prodotti finali. Questo spesso in occidente non avviene....
    Roberto Foglietta
    10/10/2016 #4 Roberto Foglietta
    @Enrico Sasso: questo articolo [¹] "B2B is dead. B4B is born." sta mostrando un'innovazione apparentemente difficile da distinguere all'esterno. Due attività una tradizionalmente orientata al B2B e un'altra B4B anche solo per questo dettaglio, la seconda ha la possibilità di scalare in un modo totalmente diverso perché il rapporto con la clientela è di reciprocità. Un aspetto "magico" inizialmente poi con il tempo diventa una commodoty, tutti ci arrivano.

    [¹] https://www.bebee.com/producer/@magendar-rajasekaran/b2b-is-dead-b4b-is-born
    Roberto Foglietta
    10/10/2016 #3 Roberto Foglietta
    @Riccardo Marciani: grazie. @Enrico Sasso: alcune idee non hanno nulla di innovativo tranne l'implementazione. L'innovazione non è necessariamente l'invenzione di qualcosa di nuovo. Anzi, spesso l'innovazione (impatto di successo sul mercato) è dovuta a una nuova modalità d'integrazione di servizi/prodotti esistenti. D'altronde il successo della CocaCola (a parte il marketing, che è venuto dopo) è la formula. L'idea dell'ingrediente segreto potrebbe essere - ragionevolmente - un falso mito. Per questo parlo di arte e non di scienza, perché la scienza aiuta l'imprenditore (e l'innovatore) fino a un certo punto poi subentra qualcosa d'imponderabile e magico. Questo non significa che non ci sia tecnica e metodo, entrambi sono fondamentali, ma da soli non bastano. Se noi conoscessimo il segreto del successo saremmo tutti persone di successo. Tutto è relativo, in realtà siamo persone di successo (rispetto a molti altri) ma spesso ci si confronta con le proprie o altrui aspettative (ma non è detto che tutte le aspettative siano ragionevoli). Ad esempio, molte persone mi chiedono perché io abbia interesse per "business che non scalano" - hanno ragione, è qualcosa di incomprensibile - eppure quante di queste persone hanno attivato e gestito con successo business che scalano esponenzialmente? La realtà è che dietro a un business lineare c'è sempre anche un business esponenziale ma se non si è capaci di consolidare la base lineare non si riesce a sfruttare l'accelerazione esponenziale (condizione necessaria ma non sufficiente).
    Enrico Sasso
    10/10/2016 #2 Enrico Sasso
    Ciao @Roberto Foglietta. Mi piace il tuo articolo. Devo dire che sono d'accordo fino ad un certo punto. Cioé mi pare azzeccato il paragone, ma non per tutti gli imprenditori. Purtroppo, sempre più spesso, molti spacciano le loro idee per grandiose ed originali mentre in realtà sono banali imitazioni. Tu che ne pensi?
    Riccardo Marciani
    10/10/2016 #1 Riccardo Marciani
    Illuminante l'esempio delle fragole. Saluti
  11. ProducerRoberto Foglietta
    Fare innovazione
    Fare innovazionePublished on May 4, 2016 on LinkedIn Se noi abbiamo un manuale su come fare bene una cosa, lo diamo a un buon ingegnere e questi la farà bene. Se il manuale non lo abbiamo, non è completo o non pare funzionare come ci aspettiamo allora c'è bisogno...
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    Roberto Foglietta
    05/10/2016 #5 Roberto Foglietta
    #1 Ciao @Enrico Sasso, grazie del tuo commento. Ho aggiunto una nota proprio oggi.
    Flavia Grasso
    05/10/2016 #2 Flavia Grasso
    L'innovazione è la chiave, hai perfettamente ragione Roberto
    Enrico Sasso
    05/10/2016 #1 Enrico Sasso
    Ciao Roberto, davvero molto interessante e chiaro. L'innovazione è qualcosa di fondamentale e come dici tu deve essere presente nella cultura d'impresa.
  12. ProducerAlessandro Maola
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  13. ProducerAlessandro Maola
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    Tifany Rodio
    16/09/2016 #1 Tifany Rodio
    Molto interessante. Grazie.
  14. ProducerAlessandro Maola
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    La prima cosa che i giovani italiani cercano sul posto di lavoro? La formazione.Oltre il 30% dei giovani under 25 spera di trovare un lavoro che preveda programmi formativi e per poterlo avere sarebbe disponibile anche a guadagnare meno o a trasferirsi.Che in Italia la formazione professionale sia rimasta molto indietro...
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  15. ProducerAlessandro Maola
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  16. ProducerAlessandro Maola
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  17. Maurizio Novelli

    Anonymous

    01/09/2016
    Il word of mouth funzione, eccome
    Maurizio Novelli
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    www.rivistastudio.com Studio tratta in maniera approfondita argomenti e storie su libri, cinema, arte, moda, design, musica, televisione, politica, economia e...
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  18. ProducerAlessandro Maola
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  19. Producerlaura munari

    laura munari

    23/08/2016
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    IIMPARIAMO AD ASCOLTARCIQuanto costa il lavoro in termini di tempo? Che tipo di scelte facciamo?Dopo 6 anni sul mercato ho notato che arrivo ad Luglio, come tutti, iper "stanca". Ovvio si. Ho deciso di provare a capire il perché, dato che la vita è una, facendo il calcolo...
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  20. Enrico Sasso

    Enrico Sasso

    01/08/2016
    Enrico Sasso
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  21. Alfredo Vela Zancada
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  22. Producerlaura munari

    laura munari

    26/07/2016
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    laura munari
    04/08/2016 #3 laura munari
    Grazie per il supporto!
    Catalina Serrano
    28/07/2016 #2 Catalina Serrano
    Il digitale è ormai uno degli strumenti più importanti per il marketing in azienda, sono d'accordo, anche per quanto riguarda l'immagine che si dà attraverso questo canale.
  23. Sabrina Tocco

    Sabrina Tocco

    19/07/2016
    Perché a #Giove come in tutta la regione #Umbria il #pane comune è senza #sale?
    Anche noi al #NuvolariBB usiamo questo tipo di pane.
    Ma come mai in questa regione c'è questa usanza?
    Scopriamolo insieme!
    Sabrina Tocco
    www.facebook.com
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  24. ProducerSabrina Tocco

    Sabrina Tocco

    15/07/2016
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    Luisa Rellini
    14/09/2016 #7 Luisa Rellini
    Articolo molto interessante, grazie per la condivisione @Sabrina Tocco
    Riccardo Marciani
    15/07/2016 #6 Riccardo Marciani
    #5 Non credo, @Sabrina Tocco: citi tutti i punti essenziali
    Sabrina Tocco
    15/07/2016 #5 Sabrina Tocco
    #4 pensate che ne abbia dimenticato qualcuno?
    Riccardo Marciani
    15/07/2016 #4 Riccardo Marciani
    Gli obiettivi di cui parli sono fondamentali, @Sabrina Tocco, soprattutto quelli che riguardano il branding.
    Catalina Serrano
    15/07/2016 #3 Catalina Serrano
    Grazie del post, Sabrina! Sono tutti punti che devono essere tenuti ben presenti dalle aziende.