Alessandro Fabris en Marketing e Comunicazione, Marketing, Dirigenti e manager Head of marketing & business development • Profilitec Spa 3/11/2016 · 1 min de lectura · +300

Only the Paranoid survive

Only the Paranoid survive

Questa settimana non intendo affrontare la paranoia come psicosi caratterizzata da un delirio cronico, basato su un sistema di convinzioni, principalmente a tema persecutorio, spesso non corrispondenti alla realtà né dal punto di vista clinico, né tantomeno da quello psicologico. Ma ho pensato all’applicazione nel lavoro di un atteggiamento al limite del paranoico, quando durante un meeting, oggi, uno dei partecipanti ha concluso un ragionamento qualificando i suoi dubbi ed il riaffrontare alcuni punti interrogativi come un atteggiamento paranoico.
Non so se avesse letto il libro di Andrew Grove celebre leader di Intel (con la quale ha vissuto gli anni di enorme espansione della multinazionale dei chip per computer) che si intitola “Only the Paranoid survive” che spiega proprio come la paranoia consenta di sfruttare in modo positivo le sfide, le opportunità, i cambi di regulation che ogni mercato ciclicamente propone, ma sta di fatto che ritengo molto interessante questo tipo di approccio.
In concreto come si manifesta un atteggiamento “paranoico”?
1) Nel controllo maniacale di ogni singolo processo ed ogni singolo dettaglio che determina la strategia, per capire gli effetti di ogni singola micro-azione e la risultante complessiva delle reazioni
2) Nella focalizzazione attenta dell’agente esterno oggetto della “paranoia” un concorrente, un prodotto, un cliente, attribuendo per eccesso attività, pensieri, ragionamenti per capire fino in fondo la sua natura, la sua funzione e la sua importanza.
3) Un atteggiamento di poca fiducia nel confronto dei terzi con cui ci si relaziona, quasi al limite dell’asocialità, che permette però spesso di giudicare atteggiamenti e comportamenti in modo asettico ed oggettivo, evitando i condizionamenti che derivano invece alcune volte dagli eccessi di fiducia.
4) Nella ripetizione maniacale, che soprattutto se relazionata ad azioni molto complesse aiuta ad automatizzare e ad assicurare i processi anche se non sono eseguiti.
5) Come atteggiamento di ordine e rigore che inquadra dentro regole precise ogni fatto.
Sarei falso se non dicessi che ovviamente non condivido in toto questo tipo di atteggiamento, perché presenta rischi molto Clicca qui per leggere il post completo


Enrico Sasso 4/11/2016 · #2

Condivido la tua sintesi personale e mi pare tutto molto logico. Spesso purtroppo non si tiene in conto che determinati fattori vanno sempre analizzati. Spesso ci si lascia guidare troppo dall'istinto e dalla creatività.

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Riccardo Marciani 4/11/2016 · #1

Bisogna essere consapevoli sempre....

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