Daniele Tarenzi en teatro, Blogger, Interviste Communication Manager • Federchimica 16/11/2016 · 1 min de lectura · +100

EVITA IL MUSICAL PIACE, MA…

EVITA IL MUSICAL PIACE, MA…

Evita è uno dei musical più belli di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. La storia di Eva Peròn e della sua Argentina fa da sfondo a musiche meravigliose e le aspettative per questo spettacolo erano decisamente alte.
A questo contribuisce sicuramente il nome della protagonista, che veste il ruolo non facile di Evita, Malika Ayane. Ma non solo. Tutto il musical è una prova di bravura per il cast, che si deve cimentare in liriche non facili e in continui cambi scenici e di registro.
Lo spettacolo merita di essere visto per l’allestimento scenografico monumentale di Teresa Caruso, per i meravigliosi costumi di Cecilia Betona e per gli artisti che animano il palcoscenico.

Nel cast spicca Filippo Strocchi, un Che Guevara che è allo stesso tempo voce narrante, coscienza di Evita e mattatore dello spettacolo: la sua personalità carismatica non è mai ingombrante e la sua voce sempre all’altezza della partitura. Un ottimo supporto a Evita/Malika Ayane.
Interessanti anche le interpretazioni di Juan Peron di Enrico Bernardi, voce calda e interessante, e di Augustìn Magaldi diTiziano Edini.

L’orchestra è rigorosamente dal vivo (diretta dal maestro Emanuele Friello), divisa una parte in buca e una sul palco.

Completano il cast Enrico Bernardi, Tiziano Edini, Donato Altomare, Gea Andreotti, Paolo Avanzini, Andrea Bratta, Germana Cifani, Alessia Cutigni, Nico Colucci, Davide Dal Seno, Donatella De Felice, Carlo Alberto Gioja, Lorenzo Gitto, Linda Gorini, Benedetta Imperatore, Giuseppe Inga, Claudia Mangini, Rachele Pacifici, Luca Paradiso, Jacopo Pelliccia, Fabrizia Scaccia, Maurizio Semeraro, Francesco Venezia e Sebastiano Vinci.

Molto discutibile, invece, la regia di Massimo Romeo Piparo che riesce a far sembrare Malika Ayane impacciata e, addirittura, in alcuni passaggi in difficoltà vocale.
Chi ha visto Malika in concerto sa bene quanto sia precisa vocalmente e attenta a ogni minimo particolare. Una grande artista.
In Evita, purtroppo, sembra buttata sul palcoscenico senza nessun tipo di indicazione e con delle tonalità che non le appartengono.
Alcune scene chiave della storia sono bruciate da scelte registiche prive di pathos, che lasciano il pubblico ammutolito e che non fanno scattare il naturale applauso, che l’opera meriterebbe.
Il corpo di ballo è energico, ma tecnicamente “sporco”; c’è poca coordinazione e le coreografie di Roberto Croce passano del tutto inosservate. Peccato, perché potrebbero essere il vero supporto all’impianto scenico e corale.
La scelta di tradurre in italiano i testi delle canzoni va certamente nella direzione di far comprendere a tutti la storia, ma fa perdere del tutto la magia di certi testi, come la nota Don’t cry for me Argentina. Peraltro, le metriche sono state più volte massacrate da questa traduzione.

Leggi l'intervista a Filippo Strocchi


Daniele Tarenzi 18/11/2016 · #5

@Davide Caretti, lo spettacolo merita comunque di essere visto!

+1 +1
Davide Caretti 17/11/2016 · #4

#3 Nel complesso, mi pare di capire che comunque ne valga la pena no?

+2 +2
Daniele Tarenzi 17/11/2016 · #3

@Chiara Randazzo, hai perfettamente ragione, anche perchè avrebbe potuto dare molto molto di più. Lei resta brava, in ogni caso.

0
Elisa Graziano 17/11/2016 · #2

#1 Ha una voce unica...

+6 +6
Chiara Randazzo 17/11/2016 · #1

Che peccato non dare il giusto risalto a un'artista unica come Malika!

+6 +6