Enrico Sasso en IoT - Internet of Things, Smart City, Dirigenti e manager Economista / Consulente Indipendente • Settore bancario 4/7/2016 · 1 min de lectura · +600

IoT: cos'è e quali sono i suoi benefici

IoT (Internet of Things), in italiano "Internet delle cose", è un'espressione relativamente recente nata nell'ambito delle telecomunicazioni. Semplificando, indica tutti quegli oggetti della vita reale che diventano "smart" attraverso una connessione. Insomma, gli oggetti fisici acquisiscono un'identità elettronica e comunicano informazioni su se stessi attraverso una connessione internet; interagiscono con il mondo reale, "fisico", trasferiscono le informazioni raccolte attraverso la rete e compiono azioni susseguenti.

IoT: cos'è e quali sono i suoi benefici 

Potrebbe sembrare un concetto complesso, ma sono sicuro che non pochi di coloro che stanno leggendo questo buzz possiedono almeno un "oggetto intelligente". Qualche esempio? Braccialetti, orologi e occhiali connessi (wearable), termostati, videocamere, rilevatori di umidità e luminosità, ecc. 

Gli ambiti applicativi dell'IoT sono molteplici e indicano l'enorme potenziale di sviluppo che rappresenta questa nuova tecnologia. Eccone alcuni:

  • Edilizia: case ed edifici intelligenti (smart home e smart building) dotati di oggetti che, connessi, regolano a distanza la temperatura della casa, rilevano presenze al suo interno, ottimizzano la gestione della luce  e dell'energia elettrica.
  • Mobilità: smart car e treni controllati da IoT.
  • Agricoltura: ottimizzazione del consumo di acqua, fertilizzanti, ecc.
  • Pubblica amministrazione: oggetti connessi volti a una gestione ottimale di trasporti, raccolta dei rifiuti, illuminazione stradale, ecc.
  • Robotica, industria automobilistica, avionica, ecc.

IoT: cos'è e quali sono i suoi benefici
L'IoT rappresenta il nuovo traguardo dello sviluppo economico, ma sono molti i detrattori di questa nuova tecnologia, che si concentrano soprattutto su due aspetti: la privacy e la sicurezza. Il proliferare di oggetti intelligenti e connessi, in particolar modo all'interno delle case, pone un problema di controllo della vita privata e di progressiva abolizione della privacy. Occorrerebbe prestare maggiore attenzione all'anonimato e tracciare profili meno specifici degli utenti sulla base del comportamento dei loro oggetti intelligenti. Un secondo problema è rappresentato dalla sicurezza, dato che la diffusione in larga scala di oggetti connessi moltiplica la possibilità di attacchi cibernetici.

Si tratta di criticità reali, ma che a mio parere non devono frenare l'espansione di questa nuova tecnologia che ha un enorme potenziale di sviluppo.
 

#2 @Davide Caretti ti diro' la mia opinione da addetto ai lavori.
Non siamo pronti culturalmente a un simile evento.
E aggiungo e ribadisco quanto detto da Ugo, la sicurezza e' un fattore non critico ma FONDAMENTALE.
Immagino che il primo pensiero che suscita questa affermazione sia "ok e' arrivato il geek di turno".
A questo pensiero rispondo invariabilmente con: Voi non sapete cosa c'e' la fuori, Io si".
Vuoi per ignoranza, vuoi per cattiveria, vuoi per lucro disonesto, c'e' una marea e non sto scherzando di figli di buona donna che studia ogni falla di un sistema operativo che comanda qualsiasi cosa.
Dall'altra parte ci sono le aziende che producono apparati "smart" e che ovviamente li promuovono al massimo per fare business.
Questi apparati nel 95% hanno sistemi di governo e controllo che sono fatti per la gente comune che non ha conoscenze informatiche, e nel 95% dei casi questi sistemi sono nella migliore delle ipotesi dei beta, il debug che costa lo fa la clientela.
Questo metodo messo in pista ormai da decenni da Microsoft e' diventato comune e fai caso quando un sistema smart viene rilasciato dopo 2-3 mesi massimo arriva un aggiornamento e tu non vedi differenza il piu' delle volte il device fa esattamente quello che faceva prima come lo faceva prima e allora la patch a cosa serve? Semplice qualcuno si spera Etical ha trovato qualche buco attraverso cui puo' passare tranquillamente Deep Space 9.
Chiudo aggiungendo che la stragrande maggioranza della gente quando c'e da mettere una password usa 123456 o aberrazioni simili, niente di strano che il ragazzino incazzato col mondo che ha trovato nel dark web uno script fatto per rompere le balle al mondo riesca in 10 minuti a fare un massacro che Alamo al confronto e' un pic nic ti pare?

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Ugo Santosuosso 2/2/2017 · #3

C'e' da ricordare che la IOT ha comunque un lato oscuro: ricordate che tempo fa commentai un post in cui si parlava di sicurezza ? Vi linko qui un articolo del 2015
https://techcrunch.com/2015/10/24/why-iot-security-is-so-critical/
Direi che e' stato profetico, visto quello che e' successo durante le elezioni americane: gli attacchi portati ai vari siti sono partiti da smartphone, lavatrici, aspirapolveri e frigoriferi al servizio di persone che non erano i loro legittimi proprietari.
Pensate invece che se attaccare un sito elettorale, avessero messo sotto controllo il peacemaker della nonna e poi avessero chiesto un riscatto per non spegnerlo .... ( cosa che è successa in svezia ) ne sareste stati felici? e se foste stati voi il portatore di peacemaker ?
Penso che prima che la IOT possa essere usata senza problemi ancora bisogna fare mooooooolta strada.

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Davide Caretti 4/7/2016 · #2

Interessanti e molteplici le prospettive che si aprono con questa nuova tecnologia. In questo senso l'amministrazione pubblica italiana (e non solo) trarrebbe notevoli benefici dall'utilizzo dell'IoT.

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Riccardo Marciani 4/7/2016 · #1

Indubbiamente è uno dei maggiori punti di sviluppo del presente e del futuro e molto si sta già facendo in ambito di smart city. La questione della sicurezza non è da trascurare, ovviamente, e occorre tutelare il più possibile la privacy delle persone, ma non per questo dobbiamo frenare l'espansione di questa nuova tecnologia.

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