Giampiero Vilardi in Marketing e Comunicazione, Imprenditori, beBee in Italiano Digital Marketing Strategist • beBee Mar 7, 2017 · 1 min read · +300

Come misurare il successo dei contenuti? Dipende da chi guarda i risultati...

Come misurare il successo dei contenuti? Dipende da chi guarda i risultati...

Quando un brand pubblica o condivide dei contenuti è interessante, in fase di analisi, capire e sapere che impatto hanno avuto. Ognuno di noi, probabilmente, ha in mente determinate metriche per testarne l'efficacia. 

Ad esempio, se sei un blogger, ti interessa vedere soprattutto le visite, il numero di pagine viste e il tempo di permanenza. Molto importante è anche il bounce rate, tradotto barbinamente in italiano come frequenza di rimbalzo. In pratica, se la gente che visita il sito scappa a gambe levate perché non gle ne frega assolutamente nulla di ciò che vede. Danno una sbirciatina e via.

Ma cosa avviene quando a lanciare dei contenuti è una  grande marca? Cosa guardare e come capire se l'inbound marketing sta funzionando?


A ognuno il suo...


La risposta cambia in base a chi domandiamo! Proprio così, anche se sembra assurdo. Chiaramente se facciamo queste semplici ma importanti domande a una agenzia di comunicazione/marketing ci dirà che sono in ordine il tempo di permanenza sul sito degli utenti, il numero di pagine visualizzate e infine le condivisioni sui social

La cosa cambia se chiediamo alle marche cosa si aspettano dai loro contenuti. Al primo posto per i brand c'è la conversione (ossia conversions), al secondo la condivisione sui social media e poi, staccato di netto, il tempo trascorso dagli utenti sul sito. Quindi, domina l'aspetto pratico, a scapito del branding puro. 


Ma perché agenzie e brand non sono d'accordo? 


La mia idea è che l'indagine è molto generica, ma indica una tendenza. Le marche investono sull'inbound marketing e cominciano a capire che "Content is king". Ma, come spesso accade fanno un errore fondamentale: non hanno pazienza!

L'indice di conversione misura una determinata azione che l'utente deve realizzare, un risultato che si spera di ottenere. Per esempio, la registrazione su di un sito è da considerarsi come una "conversion". 

Le agenzie, di contro, vedono la cosa in modo molto diverso. La fretta nel raggiungere risultati così profondi non porta a molto. Sanno che gli utenti entrano per il contenuto e il fatto che rimangano sul sito e continuino a navigare lo vedono già come una conversione. Un'ottica che personalmente condivido pienamente. 


Punto di contatto


Curioso come marche e agenzie convergano sull'importanza dei social media e della condivisione attraverso questi canali. In questo caso nulla da obiettare, dato che la visione virale porta benefici alla marca. 

Come mai? 

Dai che piano piano, ci arrivano tutti! I social media non sono facili da gestire come sembra però danno una certa visibilità (ne riparleremo in seguito...). Ovviamente, il mio consiglio è affidarsi a dei professionisti. Come sempre, nel marketing, chi fa da sé fa per zero.


Articolo originale di Giampiero Vilardi 


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Sophie Perrin Mar 7, 2017 · #3

Molto interessante @Giampiero Vilardi ! Grazie mille :)

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