Giuseppe Andò in Leadership, Risorse Umane, HR Manager Member of Board • EMCC - European Mentoring and Coaching Council Apr 2, 2019 · 1 min read · +100

Leadership, "giustezza"​ e "giustizia"​

Leadership, "giustezza"​ e "giustizia"​

Gestire significa prendere decisioni e gestire bene significa prendere decisioni giuste. Concetti semplici, ma inattaccabili. Ma quando una decisione è giusta? E attenzione che "giusto" non significa solo "esatto". Un ragionamento è giusto se risponde a precise regole logiche e le rispetta. Ma è anche vero che una scelta può essere giusta senza essere, ad un tempo, logica. E' chiaro che la differenza sta nell'accezione di giustezza, che nel secondo caso diventa giustizia. Nel primo caso si riferisce al nostro aspetto razionale, nel secondo al complesso dei nostri valori morali. Problema risolto? Mica tanto! L'accezione logica ci permette di opporre a chicchessia le nostre scelte razionali, attraverso una dimostrazione delle nostre ragioni, che, se fondate, non possono che essere universalmente accettate. L'accezione morale non ci permette di opporre a chicchessia le nostre motivazioni, in quanto i principi morali sono personali e non possono essere trasmessi solo con la forza delle ragioni che li sottendono. I principi morali cambiano nel tempo e nello spazio e cercare di fondarli sul solo intrinseco valore, rischia di innescare un elemento di circolarità. In altri termini, la loro validità dipenderebbe dai principi stessi e dai valori che per noi rappresentano, il che non funzionerebbe, attivando tutte le conseguenti motivazioni scettiche e relativistiche. Quindi, come si può o si deve gestire un team, tenendo conto delle osservazioni fatte fin qui? Sviluppando la propria dimensione razionale nell'affrontare i temi legati al problem-solving e al decision-making e sviluppando la propria dimensione morale nel normare i propri comportamenti con le altre persone del team. Un/a leader dev'essere in grado di declinare la "doppia natura" del termine "giusto", secondo criteri logici e sociali. Ciò a cui è chiamato/a è un compito estremamente delicato, perché i criteri della dimostrabilità non sono uguali e passare disinvoltamente dalle sequenze logico-razionali alle dinamiche etico-comportamentali non è cosa da tutti. Essere leader significa integrare scelte razionali e regole comportamentali, senza mai disorientare i propri follower, anzi ispirandoli e motivandoli.