Giuseppe Iannozzi in Editoria, Cultura, Arte e cultura Nov 20, 2019 · 1 min read · ~10

Fabrizio Benente – Intervista all’autore – Il castello di Rivarola – Campagne di scavo 1996/97 e indagini archeologiche 2018

Fabrizio Benente – Intervista all’autore – Il castello di Rivarola – Campagne di scavo 1996/97 e indagini archeologiche 2018

Fabrizio Benente -Intervista all’autore

Il Castello di Rivarola

Oltre edizioni


di Iannozzi Giuseppe

Fabrizio Benente è professore associato di Archeologia cristiana e medievale presso l’Università di Genova. Si è formato e ha svolto attività di ricerca presso le Università di Pisa, Roma, Siena, Genova e presso l”Albright Institute” di Gerusalemme. Nel 2010 e nel 2012 gli è stata assegnata la Getty Research Exchange Fellowship da parte del Council of American Overseas Research Centers, per svolgere attività di ricerca in Israele e in Turchia. Ha diretto scavi archeologici in Italia e in Israele. Ha partecipato a missioni archeologiche in Corsica, Grecia, Tunisia, Libano, Mongolia interna (Cina), Crimea (Ucraina). Ha diretto il Museo archeologico di Sestri Levante (MuSel) e il Polo archeominerario di Castiglione Chioavarese (MuCast). Ha curato produzioni multimediali e documentari televisivi. Sposato con Daniela, vive a Nascio in Val Graveglia, vicino a Chiavari, dove dedica tempo al suo cane Filippo e alla cura del vigneto. È appassionato collezionista di fumetti e (nel poco tempo che rimane) pratica la corsa su strada e l’atletica leggera master.

1. Fabrizio Benente, il Castello di Rivarola è da tempo oggetto di indagini archeologiche (1996/2018). Da poco, Oltre Edizioni ha pubblicato Il Castello di Rivarola, che ripropone e aggiorna alcuni testi già editi, presentando al pubblico i dati emersi dalle nuove campagne di scavo. Per quali motivi è così importante far luce intorno al Castello?

Il colle di Rivarola è un luogo strategico, proprio per la sua posizione a controllo dello sbocco a mare di tre valli. Nei primi decenni del XII secolo la sua conquista ha avuto un ruolo chiave nel processo di espansione territoriale verso Levante del Comune di Genova. Era un caposaldo politico e militare costruito nel cuore del dominio dei conti di Lavagna. Poi, Rivarola è anche un luogo di insediamento umano “perenne”. La sommità del colle è stata frequentata nell’Età del Bronzo, in età romana. La zona è stata plasmata, modificata nel medioevo, per costruire un “baluardo di pietra”. Dopo l’abbandono, le rovine del castello genovese sono diventate una cava di pietra. Nel XIX secolo gli eruditi locali hanno intrapreso scavi: localmente la parte sommitale era chiamata “la piana dell’oro”. I resti del castello evidentemente sollecitavano l’immaginazione. Sul fianco orientale ci sono tracce di appostamenti della seconda guerra mondiale, e vicino c’è una parete di roccia con incisioni, simboli e iscrizioni post medievali. Ci sono veramente tante tracce da leggere e molte storie da ricostruire. Insomma, è un luogo adatto alla ricerca.


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https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2019/11/20/fabrizio-benente-intervista-allautore-il-castello-di-rivarola/