Luisa Rellini en Segretarie e Receptionist, Professioni e mestieri, Turismo e settore alberghiero Hospitality and Reservation Consultant | Customer Care | Social Networking • Freelancer 26/11/2016 · 2 min de lectura · +400

Come diventare Leader : quali caratteristiche avere?

Come diventare Leader : quali caratteristiche avere?

Quali caratteristiche avere per diventare Leader?

Questa volta ho pensato di dedicare un post ad un argomento di cui finora non ho ancora trattato. S’è parlato spesso di come creare una impresa alberghiera ma oggi vorrei invece scrivere delle persone che scelgono di acquisire una tale professionalità e conoscenza da poter avanzare l’idea di entrare in campo con un ruolo diverso, di forza ed autonomia gestionale…Follia?

Credo che l’argomento su come diventare Leader non sia qualcosa che si può spiegare esattamente o a cuore leggero… o meglio, non ci sono parole per descrivere perfettamente come deve trasformarsi interiormente una persona per poter essere in grado di assumere questo ruolo…forse in qualche modo è già insito in noi, anche se non ce ne rendiamo conto da subito.

Probabilmente, vorrei aggiungere, anche in questo caso ci sono varie tipologie :

  • Persone che fin da piccoli sapevano esattamente cosa volevano diventare da grandi ed hanno cominciato fin da subito ad impegnarsi con determinazione e dedizione
  • Persone che invece si sono “svegliate” in ritardo perchè forse per esagerata semplicità o timidezza non avevano realizzato di avere quelle caratteristiche psicoattitudinali (c.d. Intelligenza emotiva) ideali per seguire e dirigere un Gruppo di lavoro ma al contempo creando un ambiente ideale, ovvero piacevole e sereno mantenendo ordine – calma ma anche autonomia decisionale…

Alla base di questa tematica sta che colui che deve possedere “spiccate capacità di leadership” è soprattutto colui/colei che dovrebbe essere scelto perchè in grado di “guidare” la sua squadra ma anche onestamente motivare il suo gruppo di lavoro creando intorno a sè un ambiente positivo e determinato quanto flessibile e solidale. Controllare il proprio stato d’animo, sempre, per trasmettere agli altri quella vera o apparente calma e know-how.

Questo è ciò che penso : non devono esserci ostilità o situazioni di mancato rispetto… l’unica conseguenza che si può ricavare da un comportamento negativo è perdere la padronanza, credibilità e controllo di qualsiasi situazione si presenti nonchè quel senso di fiducia ed affidabilità che si dovrebbe sempre mantenere sia per sè sia soprattutto davanti al gruppo che si intende dirigere!

Direte voi…più facile a dirsi che a farsi…

  • In fondo siamo fatti di carne, presumibilmente con una buona dose di emotività…e controllare sempre le proprie emozioni non è per nulla facile!
  • In fondo, non si è mai davvero pronti a confrontarsi con un potenziale competitor che possa avere quelle qualità umane atte a distinguersi dal gruppo e che magari non abbia ancora capito fino in fondo fin dove può spingersi…ma sa solo disturbare con i suoi “non sono d’accordo”
  • In fondo, non è per nulla facile mantenere sempre quella apparente calma, freddezza e savoir-faire che ci consente di non lasciar trasparire il nostro reale stato d’animo…

Ma invece la mia esperienza personale mi ha insegnato come nel tempo si possa sviluppare un atteggiamento diversificato, basato su controllo – rispetto – fiducia – consapevolezza e conoscenza – apparente freddezza ma anche neutralità, ovvero restare “super partes” (anche se non si diventa Presidente della Repubblica si può agire in modo da non prendere mai posizione ma al contrario mantenersi al di sopra delle parti).

C’è chi però afferma come sia molto importante anche avere nei confronti del proprio gruppo un atteggiamento di empatia, ovvero la capacità di sapersi immedesimare e capire l’animo altrui…

Stando a scritti, documenti ed analisi, la capacità di sapersi evolvere è in qualche modo intrinseco in noi e dipende certamente dall’ambiente di provenienza, dall’educazione e formazione ricevuta, ma anche dalla propria personale determinazione ed esperienze di vita e lavoro maturate nel corso del tempo…

Come si cambia? Boh, non saprei esattamente…tutto può servire, dal cliente che ti urla in viso e che ti sprona a trovare una veloce risoluzione del caso al mancato incidente stradale per la velocità nello schivare il pericolo a…ognuno ha certamente il suo personale iter evolutivo, o no?

Manca un ultimo piccolo dettaglio e che tutti reclamano a gran voce…saper mantenere l’umiltà!

Con ciò a dire che se la consapevolezza è importante, anche il restare con i piedi per terra e disponibilità verso il mondo esterno non è da scartare. Io penso che ognuno di noi tenda a credere in sè con una buona dose di presunzione, ma è altrettanto vero che non si finisce mai di imparare e capire dal comportamento altrui in cosa cambiare per migliorare per sè stessi ma soprattutto per coloro che dovranno aver a che fare con noi...

Se volete scoprire quanto le vostre capacità di Leadership siano ottimali, testatevi:

How good are your leadership skills?



Maria Fonseca Hace 2 d · #3

#2 Esatto! Sono convinta prevalga un modello basato su una, più o meno velata, imposizione. In un certo senso, prendimi con le pinze ti prego, mi piace il modello "Mandela". Lui non ha diviso un paese già straziato, ma ha cercato di unirlo. La sua capacità di leadership fa scuola...

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Luisa Rellini Hace 7 d · #2

#1 Penso che dovrebbe sempre essere così @Maria Fonseca ... quando invece prevalgono arroganza e prevaricazione, allora nasce il problemino...

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Maria Fonseca 28/nov/2016 · #1

Il mio modello di leadership è partecipativa, ma con moderazione. Alla base cmq c'è sempre il rispetto e la fiducia nelle capacità di chi comanda.

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