Luisa Rellini in Segretarie e Receptionist, turismo, Professioni e mestieri Hospitality and Web Consultant | Social Networking |Blogger • Freelance Dec 10, 2016 · 1 min read · 1.1K

Il ghosting : il silenzio-non assenso al termine di un colloquio di lavoro

Il ghosting : il silenzio-non assenso al termine di un colloquio di lavoro

Con il termine inglese “ ghosting ” (sparire, fantasmizzarsi) definiamo una pratica non proprio elegante e utilizzata sempre più spesso dalle aziende in Italia. Tuttavia, in che cosa consiste esattamente il ghosting?

Ogni volta che un candidato si propone per una posizione lavorativa attraverso il metodo tradizionale dell’invio del curriculum, se quest’ultimo corrisponde in tutti o in gran parte dei punti correlati al profilo richiesto da una determinata azienda, viene invitato a presentarsi di persona nei giorni seguenti. Tuttavia, in molti altri casi, tutto tace.

All’improvviso, dopo un iniziale presunto interesse, si sparisce di colpo senza dare alcuna motivazione scritta o per telefono. Il silenzio-non assenso è sicuramente logorante per colui/colei che ha creduto in quel processo di selezione ed ha anche partecipato per un certo periodo ad una lunga serie di selezioni per poi arrivare al fatidico “Le faremo sapere…”.

In questi casi, come bisogna rapportarsi? Bisogna tentare, spesso invano, di contattare il selezionatore e l’ufficio delle risorse umane o semplicemente, conoscendo la trafila, andare oltre? Quali possono essere le motivazioni che spingono un selezionatore a cambiare reazione o comportamento nei confronti di una persona che inizialmente percepiva nei suoi confronti un interesse a proseguire il rapporto intercorso fino alla stipula di un potenziale contratto?

I fattori che determinano una non-conferma possono essere ovviamente molteplici e sono elencati qui di seguito:

  • ci sono altri candidati selezionati, con un profilo più in linea con la posizione richiesta;
  • è stata avanzata una richiesta economica superiore rispetto al budget aziendale;
  • la posizione ricercata è stata sospesa, scegliendo invece di utilizzare il personale interno per coprire quel ruolo;
  • i selezionatori, oberati di lavoro, non hanno perso tempo per ricontattare con un messaggio standard i candidati non considerati idonei;

Ad ogni modo, è davvero possibile pensare a maleducazione o disinteresse da parte dell’azienda se non invia un messaggio di saluti e buona fortuna ai candidati scartati?

Qualunque sia la ragione ultima dell’azienda, questo dileguarsi in silenzio è anche in qualche modo un sinonimo di scarso interesse e cura per il personale, che si mostra subito evidente in questa prima fase. Con il tempo questa disattenzione potrebbe anche divenire più pesante, se al contrario si venisse selezionati e trascurati nell’arco della prestazione lavorativa.

Ecco perché il silenzio-non assenso del ghosting può tradursi nella maggior parte dei casi in un buon motivo per continuare a guardarsi intorno.



Luisa Rellini Dec 20, 2016 · #10

Però gentili Signori, questo articolo vi ha smosso e ricordato un mare di cosine vedo... Da parte mia, se la cortesia può perlomeno far piacere è altrettanto indubbio che è fastidioso essere scansati senza educazione o conoscenza specifica del settore!

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Ugo Santosuosso Dec 14, 2016 · #9

#7 @Mario Vittorio Guenzi: sai quante volte mi e' successo di essere giudicato da persone che non sa di cosa sto parlando...
ma alla fine, codesti soggetti, hanno dimostrato a chi li aveva assunti, la propria incompetenza. Come si dice in questi casi: "dagli corda e lascia che ci si $appendano_per_il_collo da soli" ;)
Ovviamente ci vuole un "bel pelo sullo stomaco" ed un pizzico di arguzia ed intelligenza ;) :D
(in fondo poi è moooooolto divertente ) :D :D :D

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Mario Vittorio Guenzi Dec 14, 2016 · #7

#6 @ugo santuosso posso capire il tuo punto di vista, quello che non posso capire e che non digerisco e' che la mia (parlo per me ovviamente) professionalita' venga valutata da qualcuno che non sa di cosa sto parlando.
Accetto a cuor leggero che qualcuno mi dica ti valuto per la persona che sei e poi ci sara' pinco pallino che ti valuta tecnicamente.
So di gia' che che il valutatore della parte umana dira' grossomodo questo e' un maledetto tizzone d'i'nferno ma mi aspetto anche che il valutatore tecnioo dica e' un professionista competente anche se non ha gli skill che stiamo cercando.
Quanto sopra e corretto e accettabile se e solo ho alla fine un riscontro, in caso contrario il reclutatore trovera' un personaggio che risponde ai suoi requisiti stereotipati e che magari tecnicamente e' molto indietro, e l'azienda avra' pagato per 1/2 cartuccia che NON gli risolve il problema o almeno nn glielo risolve in tempi brevi, la differenza e' gusto questa

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Ugo Santosuosso Dec 14, 2016 · #6

@Mario Vittorio Guenzi: spesso e volentieri, il selezionatore NON conosce nulla del lavoro per cui sta selezionando il personale.
Quando, ai suoi tempi, andai a fare il primo ed unico colloquio di lavoro presso il gruppo "nuovo pignone" dopo 20 secondi mi resi conto di questa cosa. Inutile dire che me ne sono andato facendo presente questa cosa a tutti i presenti.... ;)

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Mario Vittorio Guenzi Dec 14, 2016 · #5

Signora Rellini, sono perfettamente d'accordo con lei che se una persona non e' completamente con la testa nelle nuvole ci arriva, pero' sono dell'idea che in casi come questo anzi soprattutto in casi come questo la forma sia importante, quindi dato che la professionaiita' e' anche in minima parte forma ,quindi a mio avviso " l'esaminatore oberato di lavoro" ha il dovere se non altro morale di chiudere formalmente la posizione, e inoltre ripeto la mia idea e' parte del suo lavoro.
Non piu' tardi delel 17 di oggi un esamonatore mi ha detto che il colloquio non aveva avuto buon fine, per quanto questo mi possa dar fastidio perche' e' un occasione sfumanta non posso non avere il massimo rispetto di questa persona che con una cosa da poco mi ha chiuso una cosa in essere. e che quindi mi ha dato ulteriore input a cercare ancora e altrove..
Ho avuto modo di vedere negli ultimi mesi parecchi soggetti preposti alla selezione che sono degli arroganti incopetenti, arroganti perche' viaggiano a tabelle che credono il vangelo, incompetenti perche' non sono in grado di sostenere un colloquio tecnico ma dicono "eh.. pero non hai certificazioni" fa niente se sei in grado di mettere in marcia un cluster HA con su 10 macchine virtuali perfettamente funzionante in 2 giorni o di settare un bastion host con firewall proxy IDS e quant'altro in un tempo simile o minore, quello che ho visto e' che chi non fa la super star ti dice "guarda non hai lo skill enterprise per questa cosa, pero' ti tengo presente nel momento in cui mi salta fuori una posizione in cui stai dentro" e ripeto TE LO DICONO vuoi per telefono vuoi con 4 righe di mail, diversamente stai li e aspeti la grazia di Cesare o se sei appena sveglio dopo 15 gg dici ok lettera morta, complimenti Sig/Sig.ra X sei una emerita capra e non sai dove stia l'educazione.

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Luisa Rellini Dec 14, 2016 · #4

#1 Grazie per il Suo feedback Ugo Santosuosso... come dire... parole sante!

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Luisa Rellini Dec 14, 2016 · #3

#2 Gentile Mario Vittorio Guenzi, La ringrazio per il feedback.
Invero ho voluto dedicare un post a questo comportamento perchè in Italia è generalizzato ma in altri Paesi UE non altrettanto.
A mia volta ricevo periodicamente candidature e mi sembra un semplice atto di cortesia... anche se so che la persona deduce da sè quando non riceve risposta nel giro di 2 settimane ca...

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Mario Vittorio Guenzi Dec 12, 2016 · #2

Per quanto riguarda i 4 motivi che ha elencato non riesco a trovare una e una sola ragione per non dare un colpo di telefono o fare 2 righe di mail per dire no grazie, a parte la sempre piu' imperante cialtroneria che pervade il nostro paese e il nostro modo di vivere.
Trovo particolarmente ironica l'ultima delle 4, il povero esaminatore oberato di lavoro non ha ricontattato il/i candidati per dire che la partita e' chiusa, ma non fa parte del loro lavoro? se ti esamino e non vai bene e' parte del mio lavoro comunicartelo, oltre che di una correttezza professionale che considero doverosa (e persa ormai)

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