Marco Venturi in Coaching, beBee in Italiano, Coaching May 5, 2020 · 2 min read · ~100

Lutto: le 4 fasi di una perdita e come superarlo

Lutto: le 4 fasi di una perdita e come superarlo

Quando subiamo una perdita affettiva oppure un lutto il mondo ci crolla addosso

Come comprendere i nostri stati d’animo e come superare il dolore

Sono Marco Venturi, dalla passione sulla nostra mente ho creato un’attività e una comunità con migliaia d’iscritti. Condivido idee, mappe mentali ed ebook per essere più efficaci e liberi (sopratutto da noi stessi).

In un momento in cui l’epidemia mondiale ci porta via famigliari e amici spero che questo articolo sia d’aiuto.

La separazione è sconvolgente, il dolore più difficile. E’ un cambiamento duro da accettare per più ragioni. Siamo esseri che necessitano di amore e sostegno. Chi vive con noi diventa parte di noi, del nostro mondo fisico e mentale. La presenza è serenità, stabilità, forza d’animo, sicurezza.

Un lutto o una separazione spezza questa normalità e si entra in balia di emozioni difficili da gestire e superare..

Esiste un modo per soffrire il meno possibile?.. No.

Purtroppo è un dolore che va vissuto e durante questo percorso si attraversano delle fasi diverse tra loro. Inutile dare previsioni su quanto tempo è richiesto per superare l’accaduto..

A volte servono mesi o anni in base a quanto la persona è importante per noi. Occorre tempo che contiene in sé la presa di coscienza del lutto, l’accettazione di non poter far nulla, il subbuglio emotivo e infine la lenta risalita.

Non si rimane vittime di questo stato per sempre. Col tempo la mancanza viene assorbita dalle abitudini e lascia man mano spazio alla nostalgica solitudine di ricordi piacevoli trascorsi insieme.

Anche in presenza di conflitti il tempo lima le incomprensioni, le situazioni difficili, le rende meno spiacevoli e placa i rimpianti.

Durante questo doloroso percorso emotivo si attraversano delle fasi che sono simili sia in caso di lutto sia di separazione tra consorti.

Le fasi del lutto

  • Negazione. Appena veniamo a conoscenza dell’accaduto non riusciamo a comprenderlo. Nella prima fase non accettiamo la perdita perché troppo distante dalla nostra realtà. Neghiamo a noi stessi che le cose siano effettivamente così. Speriamo di vivere un brutto sogno cercando una scappatoia per proteggerci.
  • Protesta. Nella seconda fase attraversiamo un alternarsi di emozioni contrastanti. Rabbia e cambi di umore, tristezza, panico, aggressività. La difficoltà a gestire i nostri stati d’animo si esprime così. Per quando sia penoso per noi e per chi ci sta accanto è la risposta necessaria in questa fase. Il dolore che emerge deve essere lasciato uscire in tutte le sue forme per liberarci. Solo così passeremo alla prossima fase.
  • Disperazione. Profonda fragilità, ansia, angoscia ripetuta sono i segnali che stiamo assorbendo il lutto e ci prepariamo a cambiare. Questa fase spesso è la più lunga perché richiede un pesante sforzo per riemergere dal buio. Trovare dentro di noi la forza di rialzarci. Per chi è in contatto con una persona in questa fase serve assistere a consolare, comprendere e mai forzare con parole che sminuiscono o incentivare al veloce recupero.
  • Accettazione. Lentamente la rabbia e le lacrime diventano più rade. Questo è il punto in cui impariamo a lasciare andare la sofferenza e ad accettare l’accaduto. Il dolore è un maestro implacabile da cui si impara solo attraversandolo. L’unica via per intravvedere una risalita è passare da momenti bui. Anche se questa fase può sembrare la fine della sofferenza purtroppo non è sempre in discesa. A volte si torna alle fasi precedenti e il dolore riaffiora. Con il tempo questi periodi d’instabilità diventano sempre più radi e si procede man mano verso una nostalgica accettazione.

Durante queste fasi necessarie per la nostra piena risalita gli atteggiamenti sono soggettivi e dipendono da più fattori. Forza d’animo, necessità ambientali, responsabilità sul lavoro o verso i figli.

Chi si ferma, si isola e prende tempo per ripartire con calma e chi invece preferisce (o è costretto) a frequentare persone e mantenere attività.

Lavoro, viaggi, amicizie, distrazioni. Tutto può contribuire ad assorbire una perdita ma una cosa è certa.

Occorre tempo per guarire ferite che lentamente vanno rimarginate per non avere ripercussioni emotive o somatizzarsi in dolori fisici.

Come riprenderci da un lutto

Come descritto siamo a livello emotivo pazienti debilitati con necessità di guarire. Persone che non stanno bene. Occorre fare attenzione a come stai tu per prima cosa.

Gli altri possono aiutarti a lenire la sofferenza ma nel tuo modo e con i tuoi tempi puoi fare alcune cose importanti..


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