Marco Venturi in Coaching, beBee in Italiano, Coaching Apr 6, 2019 · 2 min read · ~100

Più benessere con 3 semplici respiri

Più benessere con 3 semplici respiri

A volte le tecniche più semplici sono anche le più efficaci

È il caso della “pratica dei tre respiri “.

In condizioni normali, la nostra mente divaga e perdiamo del tutto il contatto con il nostro corpo e con il momento presente.

Ci manca il respiro

Ogni giorno captiamo mediamente 2000 stimoli esterni. 200 di questi prendono la nostra attenzione per minuti interi. Una ricerca del 2015 dichiara che su internet e ancora di più sui social vediamo passare oltre 5000 messaggi pubblicitari al dì. E siamo nel 2019…

Il creatore del tastino “like” su Facebook, consapevole di aver creato una nuova dipendenza, non solo è ritirato dal mercato ma sta promuovendo una massiccia campagna di sensibilizzazione verso questa nuova patologia. Inoltre.. Avremo qualcosa da fare?…

Il lavoro, lo studio, la famiglia, tutto richiede l’attenta l’organizzazione del tuo tempo per rispettare orari a cui non siamo adatti. Multitasking e stress sono la norma.

In tutto questo correre abbiamo però la facoltà di scegliere:

Quando ce ne accorgiamo, possiamo semplicemente arrestarci per qualche istante e fare tre respirazioni lente e profonde, con calma e agio.

Tutto qui. L’interessante di questa pratica è la sua facilità: è veloce e semplice e la si può ripetere più volte nel corso della giornata, indipendentemente dall’umore, senza ricorrere a uno sforzo intenso o prolungato.

Andiamo nel profondo per conoscere il processo nel dettaglio e vederne i benefici?

Seguimi..

“Non importa cosa fai; ciò che conta è che puoi farlo con consapevolezza e dedizione.
Solo così ogni tuo gesto diventerà un’azione spirituale.Thich Nhat Hanh

La tecnica dei 3 Respiri

Si può praticare a vari livelli. Cominciamo dal più semplice.

  • 1) Ogni volta che stai per compiere una certa azione (entrare in macchina, accendere il computer, entrare in casa, sederti a tavola per mangiare, andare in bagno), fermati un attimo, e per tre respiri completi riprendi semplicemente il contatto con il tuo corpo e la tua mente.
  • 2) Ogni volta che “riprendi coscienza” per un attimo – cioè, che emergi dai pensieri e dalla distrazione – formula l’intenzione di restare lì almeno per la durata di tre respiri completi.
  • Porta la consapevolezza sull’intera esperienza del momento, comunque essa sia. Se è ad esempio una condizione di impazienza, limitati a sentire pienamente la qualità viscerale dell’esperienza del momento presente, inclusa l’impazienza, senza volerla cambiare. Abita solo l’esperienza per la durata di tre respiri completi.
  • 3) Ogni volta che ricadi in una delle tue solite abitudini, come fantasticare, navigare in internet o tenerti molto occupata/o, vieni a patto con l’io, concordando di tornare alla realtà solo per tre respiri, per poi essere disponibile a riprendere il comportamento abituale.
  • Se ad esempio sei davanti al computer, passando distrattamente da una cosa all’altra e ingannando il tempo con attività compulsiva Se ti “svegli” per un attimo ti accorgi di cosa stai facendo.
  • Fermati e, per la durata di tre respiri completi, fai piena esperienza della compulsione. È un’esperienza fisica, che comporta un senso di accelerazione e di energia nel corpo. Ma non devi spezzare la compulsione, bensì sentire il disagio che motiva il comportamento conpulsivo. Dopo aver fatto così per parecchie volte, i circuiti del potere seduttivo della compulsione si rompono spontaneamente.
  • 4) Quando ti trovi nel mezzo di un’esperienza dolorosa e angosciosa, vieni a patti con le resistenze dell’io, dicendogli che resterete con il disagio solo per la durata di tre respiri, dopodiché puoi decidere a cosa rivolgere l’attenzione. Il “patto” si può rinnovare più volte. Più entriamo deliberatamente in rapporto con questi attimi di sofferenza, più comprendiamo che rifiutare l’esperienza è più doloroso che sentirla appieno.

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