Marco Venturi in Coaching, Blogger, Coaching 6 d ago · 2 min read · ~100

Rispondere: Come avere la risposta adeguata al contesto

Rispondere: Come avere la risposta adeguata al contesto

La nostra capacità di rispondere in modo equilibrato la dice lunga su chi siamo e su come ci percepiscono gli altri.

Anni fa, da un’amica psicologa ho appreso che la nostra risposta ha un effetto diverso in base alla situazione e all’emozione del momento. In questo post ti racconto ciò che ho scoperto in seguito e come adeguare le tue risposte al momento giusto.

Partiamo dalle domande?..

La nostra mente non ama restare sul vago e cerca una risposta a tutto. Le ingenue domande dei bambini sono le più utili perché ci costringono a pensare in modo diverso. Con i bambini siamo obbligati a fare appello al nostro emisfero destro. Per entrare nel loro mondo siamo indotti a fantasticare ma anche a fare attenzione a cosa e come lo diciamo.


Con gli adulti è diverso… Le loro domande hanno aspettative completamente differenti. Alcuni amano sentirsi superiori, altri credono di detenere la verità e vogliono convincerti.  Alcuni usano l’ironia o la sfida per testarti come i bambini, per vedere come reagisci, altri ancora chiedono il tuo permesso.


Qual è la risposta adatta a ognuna di queste intenzioni?.. Quella adeguata al loro modo e non al contenuto.  Una richiesta ha sempre un atteggiamento di base, riconoscendo ed emulando questo la risposta sarà perfetta.

Le domande stupide richiamano risposte stupide mentre quelle utili portano utilità per entrambi.

3 modalità di risposta

Rispondere in modo sottomesso

Quando rispondiamo in modo sottomesso è perché il questore o insegnante o titolare pretende il rispetto dell’autorità. La nostra reazione è sottomessa perché noi ci sentiamo minori di facoltà. Facoltà che percepiamo in valore ad esempio in notorietà, in conoscenza, in autorevolezza ecc…


Questo atteggiamento va dritto alle emozioni primarie di protezione come paura, ansia  ma anche stress...Quest’ultimo toglie alla mente la capacità di riflettere e si cerca di evitare, spesso con una scusa la responsabilità, il corpo si chiude su se stesso e ci sentiamo piccoli.

La domanda che esige intimorisce noi e pone l’altro in rilievo. E certamente ne approfitterà. Proverà a vendere, convincere o influenzare dall’alto della sua competenza. Il risultato sarà un vantaggio per lui o lei ma non per noi. Avremo così dato ennesima conferma della nostra disistima. Poi vediamo la modalità migliore..

Rispondere è un’arte che si allena


Rispondere in modalità aggressiva/esagerata

Quando rispondiamo in modo inopportuno di solito al questore o insegnante o titolare piace dimostrare la propria autorità. Questo tocca il nostro impulso su nervi già scoperti e ci fa reagire d’impeto. Ad esempio se ti danno uno schiaffo e tu senza chiedere il motivo scatti e lo/la riempi di botte…

Reazione che fa appello alle nostre pulsioni.

Rispondiamo così per via di scarso controllo che non solo complica la situazione al momento ma che certamente ricapita spesso. A prescindere dall’interlocutore e dal suo atteggiamento dovremmo seriamente analizzare e scoprire cosa ci fa reagire in quel modo e apportare alcune modifiche imparando a rilassarci.

Quando la domanda è pungente o ironica, rispondere con una risata o un complimento scarica te e destabilizza l’altro/a anullando l’effetto sperato… Provare per credere.


Rispondere in equilibrio

Quando rispondiamo in modo equilibrato è perché chi abbiamo di fronte non ha bisogno di dimostrare la propria autorevolezza. Lascia quindi a te la scelta (sopratutto emotiva) della risposta adatta. A meno che tu non viva in un ghetto in cui la sopravvivenza è minacciata di continuo nell’95% dei casi la tua risposta può essere equilibrata.


Rispondere con equilibrio mantiene entrambi in empatia e permette le basi per una buona convivenza. Anche verso chi sembra avere difficoltà ad avvicinarsi a noi una risposta serena e colloquiale è la migliore per garantirsi relazioni appaganti. In qualsiasi ambiente domande e risposte possono generare naturalezza e collaborazione.


Se l’interlocutore non è in questa direzione l’effetto si sbilancia e complica la cosa a noi. Come portare l’assetto giusto?.. Chiedere spiegazioni.

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