Roberto A. Foglietta en Economists and Finance, Communications and journalism, Digital Marketing ◽Freelance Consultant • ◾www.roberto.foglietta.name 7/3/2018 · 5 min de lectura · +500

Il reddito di cittadinanza è fuffa elettorale

Il reddito di cittadinanza è fuffa elettorale

Published on March 7, 2018 on Linkedin

Introduzione

All'indomani del successo ottenuto dal Movimento 5 Stelle alle urne, il dibattito sul reddito di cittadinanza torna caldo, come tornano ad aprirsi gli interrogativi sulle coperture che una misura del genere potrebbe richiedere. 

Prenderemo 17 miliardi dalla spesa improduttiva e dalla tassazione sul gioco d'azzardo e sui concessionari autostradali.

aveva spiegato Di Maio.

Il reddito di cittadinanza non darà soldi a chi vuol stare seduto sul divano: dovrà, per il breve periodo in cui avrà il contributo, formarsi e dare 8 ore di lavoro gratuito allo Stato. Dal secondo anno il reddito di cittadinanza inizia a scalare, perché la persona viene reinserita nel mondo del lavoro.

queste erano state le parole usate dal leader M5S Luigi Di Maio durante la campagna elettorale per descrivere una delle misure più interessanti e discusse del programma pentastellato.

–Fonte: Huffington Post del 6 marzo 2018

Reddito di Cittadinanza

Dal reddito di cittadinanza si è passati a statalizzare i disoccupati. In pratica è come quando un'azienda o una banca fallisce e si nazionalizza il debito. 

Vediamo il perché:

Per come viene descritto, la definizione di reddito di cittadinanza è incorretta in quanto semanticamente andrebbe a definire un reddito (o un'integrazione al reddito) riconducibile a uno status (la cittadinanza). 

In quanto cittadini, iscritti all'anagrafe, per il solo fatto che esistiamo avremmo diritto a un reddito quindi dovrebbe essere un diritto esistenziale e non di merito.

Nel momento che esso è strutturato in maniera da essere uno strumento, anche integrativo, per favorire l'impiego e/o la formazione allora la definizione corretta è sussidio di disoccupazione.

Il sussidio di disoccupazione

Quindi la promessa di un reddito di cittadinanza è in realtà una proposta di riforma del sussidio di disoccupazione che già esiste [1], ha requisiti simili e un tetto di €1.300/mese.

La no-tax area era di €8.000/anno perciò anche il non tassabile su €9.360/anno non è un'evoluzione eccezionale. 

Non pignorabile: attualmente solo 1/5 dello stipendio è pignorabile ma €1.300/mese x 12 x 0.73 x 0.80 = €9.110/anno. Perciò il tetto attuale tassato e pignorato di 1/5 porta a un netto pressoché identico.

In pratica si sarà tassati a prescindere (semplificazione: non li danno invece di darli e poi riprenderseli) e si percepirà l'importo netto come se si fosse stati pignorati.

Chiaro che già con questa differenza si può espandere la base di coloro che ne potranno usufruire.

Fuffa elettorale

Perciò è corretto asserire che il reddito di cittadinanza sia fuffa elettorale. 

Infatti, La dizione corretta sarebbe: «una riorganizzazione e semplificazione delle misure di supporto alla disoccupazione, reintegrazione e avviamento al lavoro con unificazione di elementi del welfare familiare».

Perché già esistono gli assegni familiari come ci spiega il sito dell'INPS [2] che rientrano tra le varie misure previste dalla Costituzione (art. 38)

La credulità popolare

Perché la bufala del reddito di cittadinanza é stata creduta?

Semplicemente perché é sempre esistito sotto un altro nome: posto fisso statale.

Il reddito minimo

Invece, stabilire per legge un reddito minimo sarebbe una cosa giusta e per nulla rivoluzionaria.

Se non fosse che siamo 25 anni in ritardo sarebbe già stata fatta da tempo come in molti altri paesi europei:

Anche perché la Costituzione stessa, che entrò in vigore il primo gennaio 1948, stabilisce che la Repubblica Italiana si fonda sul lavoro (art. 1) e che la retribuzione del lavoratore debba essere almeno sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa (art. 36). 

Inoltre, il reddito minimo è una cosa ben diversa dai sussidi alla disoccupazione (welfare). In quanto esso è un diritto costituzionale quindi di natura esistenziale che dovrebbe regolamentare il mercato del lavoro e che invece è stato disatteso in tempi recenti perché il sistema paese ha perso di competitività.

Otto ore settimanali

    Quali sono le regole da rispettare per continuare a beneficiare del c.d. reddito di cittadinanza?

    • Iscriversi al Centro per l'Impiego e rendersi immediatamente disponibile al lavoro;
    • Intraprendere un percorso di ricerca lavorativa che impegni almeno 2 ore giornaliere;
    • Offrire la disponibilità per progetti utili alla collettività per 8 ore settimanali;
    • Frequentare corsi di qualifica/riqualifica professionale;
    • Comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
    • Accettare obbligatoriamente uno dei primi tre lavori che vengono offerti.

    Facciamo i conti della serva: per 2h/gg si cerca lavoro, per 2h/gg (circa) si contribuisce alla collettività, per 2h/gg si fa un corso di formazione. 

    Ora, includiamo gli spostamenti necessari da casa al centro per l'impiego, poi al centro di solidarietà, poi al centro di formazione, poi di nuovo a casa. Diciamo che gli spostamenti richiedano 2h/gg complessivamente ed ecco che abbiamo un full-time di 8h/gg.

    A questo punto bisognerà accettare uno dei primi tre lavori che saranno sottopagati perché altrimenti li avremmo già accettati prima di essere disoccupati e la differenza complementare di stipendio verrà dal reddito di cittadinanza. 

    Ben che finisca si troverà un lavoro da 8h/gg che, supponiamo, per metà saranno pagate da un privato e per l'altra metà dallo Stato perché non vi è ragione che un'impresa ci paghi di più per pagarci al posto dello Stato.

    Questo significa anche con il piffero che si troverà un lavoro ben retribuito perché tutte le imprese punteranno ad assumere sottocosto e probabilmente a licenziare quando gli incentivi saranno terminati per assumere coloro che invece ne beneficiano.

    L'Italia non è competitiva

    L'Italia non è un paese competitivo perciò il costo del lavoro è un problema. 

    Quindi imporre per legge uno stipendio minimo di livello europeo ammazzerebbe gli investimenti delle grandi aziende e ucciderebbe le piccole medie imprese (PMI) a conduzione non solo familiare. 

    In questo scenario, una possibilità sarebbe detassare il lavoro dipendente ma i dipendenti sono gli unici che pagano integralmente e per certo le tasse.

    Ergo, l'alternativa diventa quella di evitare una rivoluzione facendo in modo di ridurre la disoccupazione a spese dello Stato.

    Sussistenza e precarietà del lavoro

    Quale sarebbe la novità rispetto all'impiego pubblico che è andato di moda per tanto tempo? 

    La precarietà e la mancanza di dignità: «se non c'eravamo noi a darvi un piatto di minestra, eravate a fare la fame.». 

    Se fosse detta così e per giunta da un diplomato che faceva lo steward in uno stadio, suonerebbe come una presa per i fondelli. Insomma, per essere il nuovo che avanza, assomiglia tragicamente a un déjà-vu!

    Una descrizione più realistica potrebbe essere: «incapaci di creare lavoro e di rendere il paese competitivo, vi forniamo un sussidio per bighellonare fra vari centri assistenziali e se ciò risultasse inutile nell'ottica di creare nuova occupazione sarà, ovviamente, colpa vostra!».

    Tutti poveri

    Per una sintesi ancora più efficace del concetto di deficit di competitività a livello nazionale: un'immagine vale mille parole.

    L'immagine è presa da Facebook che nonostante sia considerato un social network per imbecilli, raccoglie una parte dei produttori di contenuti che invece pare abbiano il polso della situazione (coscienza collettiva) ben più realistico della classe politica e dirigente di questo paese!

    Il politicamente corretto

    Il politicamente corretto è una dittatura subdola e letale ma facciamo finta che per un attimo ci piaccia di assecondarla e quindi esprimere il concetto di "fuffa elettorale" con una descrizione più manageriale.

    Potremmo dire che si tratti di marketing estremo: 

    • quando la confezione diventa più importante del contenuto. 

     Oppure che sia una comunicazione che soddisfi il primo principio dello story-telling di successo: 

    • La realtà è una costruzione collettiva. (cit.) 

    La descrizione della realtà è una costruzione collettiva. Una parola differente oppure una parola in più o in meno fanno un'enorme differenza.

    Perciò potremmo semplicemente asserire che:

    • dicesi fuffa elettorale quell'abile gioco di parole per cui qualcosa di obsoleto appaia nuovo e seducente

    Fantocci è lei, al telefono?

    È una cagata pazzesca!

    Qual'è lo scopo ultimo di questo trucchetto semantico? Sostituire un diritto costituzionale con una concessione governativa!

    Perché stupirsi? In fondo, loro sono degli attori e dei comici che fanno il loro mestiere e lo fanno anche bene. Siamo noi che siamo una nazione d'imbecilli che gli diamo retta. [3]

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    (C) 2018, Roberto A. Foglietta, testo licenziato con Creative Common Attribuzione, Non commerciale, Condividi allo stesso modo, versione 3.0, Italia (CC BY-NC-SA 3.0 IT).

    Note

    [1] Domanda del sussidio di disoccupazione a cura di Soldi e Lavoro online.

    [2] Assegno al nucleo familiare a cura dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

    [3] Si allega il novello modulo INPS per richiedere il reddito di cittadinanza, lo accetta anche il CAF più vicino a casa!



    Roberto A. Foglietta 8/1/2019 · #9

    CHIAMATELO PURE FUFFA DI CITTADINANZA.

    Perché quello del M5S non è reddito.

    Non è una misura di welfare ma di “workfare”. Il reddito di cittadinanza del Governo carioca vorrebbe escludere gli stranieri, dipenderebbe dal possesso di immobili. E finirebbe per essere un qualsiasi sussidio di disoccupazione, diversamente da quello che prescrive l’Europa.

    L'Inkiesta del 27 settembre 2018

    https://www.linkiesta.it/it/article/2018/09/27/chiamatelo-pure-fuffa-di-cittadinanza-perche-quello-del-m5s-non-e-redd/39565/

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    Roberto A. Foglietta 8/1/2019 · #8

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    Roberto A. Foglietta 21/3/2018 · #7

    PERCHÉ IL REDDITO DI CITTADINANZA NON PUÒ SOSTITUIRE IL LAVORO
    di @Vittorio Pelligra

    Si fa un gran parlare in queste settimane di “reddito di cittadinanza”. Due considerazioni al proposito: il reddito di cittadinanza come lo hanno proposto i 5Stelle in campagna elettorale, c'è già e si chiama REI; è stato introdotto nel Consiglio dei ministri del governo Gentiloni il 29 agosto 2017.

    [...]

    La differenza con la proposta dei 5Stelle, sta solo nella quantità e non nella qualità: le risorse messe in campo per il 2018 dal governo Gentiloni, sono pari a poco più di 2 miliardi, mentre per allargare la platea dei beneficiari i 5Stelle ne promettono 17.

    [...]

    Rimangono tutti i problemi legati all’attuazione delle proposte precedenti. Ne accenno alcuni di seguito: innanzitutto non s’interviene sulle cause strutturali della povertà, che in definitiva riconducono alla mancanza di capitale umano, in particolare capitale umano non-cognitivo. Non si interviene neanche sulla principale soluzione del problema della disoccupazione, cioè la creazione di nuovi posti di lavoro. La condizionalità, poi, implica che si debbano accettare i lavori proposti dai centri per l’impiego, altrimenti si perde il diritto al reddito.

    [...]

    http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/commenti-e-idee/2018-03-20/perche-reddito-cittadinanza-non-puo-sostituire-lavoro-165913.shtml

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    Roberto A. Foglietta 19/3/2018 · #6

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    Roberto A. Foglietta 10/3/2018 · #5

    CREDULITÀ POPOLARE E REDDITO DI CITTADINANZA

    Perché la bufala del reddito di cittadinanza é stata creduta?

    Semplicemente perché é sempre esistito sotto altro nome!

    https://www.bebee.com/content/2172852/1677259

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    Roberto A. Foglietta 9/3/2018 · #4

    LA HARTZ 4, LA SCHIAVITÙ DEL SUSSIDIO

    Video reportage cura di RAI TV on-line del 02/03/2015

    Con la Riforma del mercato del Lavoro Schroeder nel 2010, in Germania è cambiato tutto. Prima c’erano gli ammortizzatori sociali, il sussidio di disoccupazione, c’era il Welfare alla tedesca. Oggi c’è la Hartz 4, la schiavitù del sussidio.

    http://www.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-1d38c610-ca19-47df-a185-9491cd8b8b17.html

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    Roberto A. Foglietta 8/3/2018 · #3

    AGGIORNAMENTI QUOTIDIANI SUL REDDITO DI CITTADINANZA – GRUPPO FACEBOOK +46K

    Il primo post alle 5.29 del 5 marzo 2018 e adesso il gruppo Facebook "Aggiornamenti quotidiani sul reddito di cittadinanza" ha già più di 46.000 iscritti alle 18.36 dell'8 marzo 2018.

    Inutile dire che il taglio é prettamente satirico! 😏

    https://m.facebook.com/Aggiornamenti-quotidiani-sul-reddito-di-cittadinanza-158314008221104

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    Roberto A. Foglietta 8/3/2018 · #2

    IL REDDITO DI CITTADINANZA È UNA BUFALA CLAMOROSA – LINKIESTA, 8 MARZO 2018

    Francesco Cancellato, 8 Marzo 2018

    Secondo diversi analisti è la promessa che ha fatto trionfare i Cinque Stelle, soprattutto al Sud. Il problema è che non c’entra nulla con quel che la gente crede che sia. E che già così, nella sua versione mignon, è difficilissima da realizzare. Qualcuno rimarrà deluso.

    È stata uno delle idee vincenti dell’ultima campagna elettorale, nei fatti la proposta politica identitaria più forte del Movimento Cinque Stelle che ha dominato le elezioni del 4 marzo. Eppure, senza nemmeno aspettare la nascita del governo Di Maio, già si può dire con certezza che il reddito di cittadinanza sia la più grande mistificazione cui abbiamo assistito: la gente si aspetta una cosa, ne avrà un’altra. E soprattutto, sono parole dello stesso Di Maio, non si capisce bene se, come e quando.

    Partiamo dall’inizio però, perché il problema è soprattutto semantico e le parole, come diceva il buon Nanni Moretti, sono importanti. Quando si parla di reddito di cittadinanza [...] si definisce un’erogazione monetaria, a intervallo di tempo regolare, distribuita a tutte le persone dotate di cittadinanza e di residenza, cumulabile con altri redditi indipendentemente dall'attività lavorativa effettuata o non effettuata, [...]

    http://www.linkiesta.it/it/article/2018/03/08/il-reddito-di-cittadinanza-e-una-bufala-clamorosa-e-ve-la-siete-bevuta/37371/

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