Roberto A. Foglietta en Dirigenti e manager, Economists and Finance, Communications and journalism ◽Freelance Consultant • ◾www.roberto.foglietta.name 11/6/2018 · 3 min de lectura · +300

Indietro tutta, Titanic Italia

Indietro tutta, Titanic Italia

Published on June 11th, 2018 on LinkedIn

Premessa

Il 29 maggio si dialogava dello scontro fra il regime fiscale attuale, quello da venire programmato dal governo Gentiloni e quello che avrebbe dovuto emergere dalle promesse elettorali che hanno portato il governo Conte ad essere il 65° governo italiano (LXV).

Il 4 di giungo Il Sole 24 Ore presenta un'articolo e un'infografica che mostra il risparmio fiscale che alcune tipologie tipo di contribuenti otterrebbero, a seconda delle fasce di reddito, con l'ipotesi della nuovo modello fiscale a doppia aliquota IRPEF.

L'IVA, l'IRPEF e le altre tasse

L'IVA al 25% non è una catastrofe, anzi, finalmente un aliquota tonda e immediata da calcolare: andrebbe imposta subito!

Quello che inoltre andrebbe fatto, in concomitanza con l'aumento dell'IVA è l'innalzamento della no-tax area, almeno a €16.000 con il conseguente spostamento verso l'alto delle fasce IRPEF.

Anzi, le fasce IRPEF andrebbero proprio abolite con l'introduzione di un IRPEF variabile a funzione "s": no tax area, salita lineare, massimo. Un po' come la curva di dissociazione dell'emoglobina, analiticamente calcolabile mediante integrale. Le fasce sono un retaggio della contabilità fatta con carta e penna.

IVA più alta e no-tax area più estesa producono a parità di gettito una più veloce circolazione del denaro e attenuano la povertà.

Si alza l'IVA al 1^ luglio 2018 e si rimodula l'IRPEF retroattivamente almeno al 1^ gennaio 2018 ma sarebbe più onesto e coraggioso farlo al 1.1.2017: sconto IRPEF che genera un credito IVA.

Quando si tassano i poveri si chiama rivoluzione, quando si tassano i ricchi si chiama responsabilizzazione.

Dalla Flat-Tax alla doppia aliquota IRPEF

Come cambierebbe l'imposizione fiscale con l'introduzione della flat-tax a due aliquote IRPEF? 

A beneficiarne sarebbero chiaramente i redditi elevati come ci aspettava che fosse.

La sostenibilità della proposta sarebbe dovuta all'aumento dell'IVA al 25% delle clausole di salvaguardia che non sarebbe bloccato.

Senza dimenticare l'aumento dell'IRPEF per le società del 14% che ovviamente andrebbe applicato all'utile societario dopo il pagamento delle spese e dei lavoratori anche soci.

Innalzare il livello retributivo dei soci lavoratori sarà l'unica alternativa per diminuire la base imponibile societaria oltre agli investimenti che però generano capitalizzazione.

Se ne conviene che il leasing di lungo periodo andrà ad affermarsi come alternativa alla plus capitalizzazione delle PMI.

L'innalzamento dell'IRPEF alle SRL

Senza dimenticare l'aumento dell'IRPEF per le società del 14% che ovviamente andrebbe applicato all'utile societario dopo il pagamento delle spese e dei lavoratori anche soci.

Innalzare il livello retributivo dei soci lavoratori sarà l'unica alternativa per diminuire la base imponibile societaria oltre agli investimenti che però generano capitalizzazione. Se ne conviene che il leasing di lungo periodo andrà ad affermarsi come alternativa alla plus capitalizzazione delle PMI.

L'imposizione fiscale sui profili di reddito

Il monoreddito viene tassato individualmente perciò un €100k di monoreddito potrebbero essere due €40k e €60k quindi la tassazione media è ponderata su questi due valori probabilmente hanno usato 50:50 per far apparire la soluzione bi-reddito ancora più conveniente.

Comunque la soluzione 50:50 nel caso bi-reddito è ragionevole nel senso che la tassazione reale sarà un mix ponderato fra quella monoreddito e quella a due redditi uguali.

La percentuale che avrebbe dovuto essere visualizzata, per maggiore chiarezza, è quella fra tasse dovute prima e dopo l'introduzione di questa ipotetica manovra fiscale.

In questo caso la percentuale di risparmio sarebbe stata da 0% al 50% per i redditi da €10k ai €50k.

Si noti inoltre che per i redditi bassi essi saranno quasi integralmente spesi (diciamo all'80%, almeno) per le necessità correnti quindi un aumento dell'IVA dal 22% al 25% significherà un imposizione maggiorata del 2.4% da sottrarre alle percentuali sopra esposte.

Perciò le famiglie a doppio reddito inferiore o uguale a €40k pagheranno tanto quanto prima e anche di più.

Il ritorno dei fantastici anni '80

Appare abbastanza evidente che questa manovra fiscale sia smaccatamente a favore della classe media italiana "a rischio estinzione".

Tutto sommato, si può asserire con un buon grado di confidenza che la strategia per rilanciare l'Italia sia quella dell'aumento dei consumi interni (PIL) senza curarsi troppo del debito pubblico.

Anche la posizione anti-euro appare in questo contesto un forte segnale della volontà di ritornare a vivere nel mondo antecedente la caduta del muro di Berlino, come se il WTO e l'alleanza commerciale-economica Russo-Cinese non esistessero.

Questo troverà facile supporto sia da parte di Trump a cui gli americani hanno chiesto di realizzare lo stesso sogno, sia da parte dei Putin-Xi e del Vaticano perché in fa comodo a tutti che esistano ancora dei sognatori alienati dalla realtà.

Prevedibili sviluppi nel prossimo futuro

Salvini ha messo in ombra Di Maio. Il premier Conte con il supporto del Vaticano metterà in ombra Salvini mitigandone di molto la svolta leghista anti-immigrazione.

Il suicidio demografico dell'Italia è palese e non può certo essere arrestato dalla classe media che non è mai stata sedotta dal desiderio di tornare proletariato ma soprattutto avrebbe dovuto provvedere almeno 20-30 anni fa a mantenere il tasso di natalità.

Ne consegue che in una logica classista ante-1990 qualcuno dovrà prendere il posto del proletariato ignorante, povero e prolifico.

Terminati i flussi migratori dall'est Europa e Albania, che addirittura si stanno invertendo, il nord Africa e l'Africa centrale sono il nuovo bacino per la ripopolazione proletaria.

Prospettiva a lungo periodo

Già a partire dal lessico, tutto questo suona terribilmente obsoleto ma a quanto pare questo è lo scenario a cui stiamo andando incontro: "indietro tutta".

Sappiamo già come va a finire questo film: il #titanic #italia sbatte contro l'iceberg per via del deficit di manovrabilità in rapporto alla stazza e si salvi chi può mentre i musici sul ponte continuano allegramente a suonare come se la festa non dovesse avere mai fine.

Tanto per dire, le assunzioni statali e parastatali sono ricominciate a pieno ritmo e anche la legge Fornero vacilla.

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(C) 2018, Roberto A. Foglietta, testo licenziato con Creative Common Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia (CC BY-NC-SA 3.0 IT).


Roberto A. Foglietta 11/6/2018 · #1

FESTEGGIANO SUL TITANIC MA L'ICEBERG SI AVVICINA IGNORATO

Governo Conte. Ecco perché le promesse di Salvini & Di Maio non saranno mantenute.

Ogni anno, spiega Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business, all’Italia servono 400-500 miliardi.

Senza quei soldi, si ferma tutto. E si trovano sul mercato finanziario globale, non nelle bettole di paese.

[...]

Poiché hanno un parlamento con un’opposizione di cartone, sono convinti di essere ormai diventati invincibili. Ma non è così.

[...]

Il loro nemico più grande è una nostra vecchia conoscenza: la realtà, che notoriamente ha la testa più dura dei leghisti. [...] E la realtà comincia a farsi complicata:

1- Entro fine anno il QE di Draghi chiude i battenti [...]

2- I tassi di interesse sul nostro debito saliranno [...]

3- In questo quadro [...] sarà già una fortuna non andare in default [...]

4- Governo impreparato e imprudente [...]

5- Savona organizzerà il suicidio dell’Italia attraverso l’uscita dall’euro e sporcheremo mezzo continente.

[...]

https://va.newsrepublic.net/article/i6565715668623163913

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