Roberto A. Foglietta en Economists and Finance, Communications and journalism, IT - Information Technology ◽Freelance Consultant • ◾www.roberto.foglietta.name 31/1/2018 · 2 min de lectura · +600

L'erba è verde perché il cielo è blu

L'erba è verde perché il cielo è blu

Published on January 31, 2018 on beBee

Introduzione

Ci sono due tipi fondamentali di domande:

  • come funzionano le cose
  • il perché le cose funzionano così

Non tutte le domande che cominciano con perché sono domande sul perché.

Ad esempio, il cielo è blu per effetto Raylegh unito alla nostra percezione retinica, è un come.

L'erba è verde perché il cielo è blu

Non è uno scherzo, è vero.

Per capirne nel dettaglio il come richiede due corposi volumi di ottica e di biologia organica.

Il colore della clorofilla è quello della sostanza che rende più efficiente il complesso ciclo della vita basato sullo sfruttamento dell'energia solare che filtra attraverso l'atmosfera terrestre.

Perciò l'esistenza dell'erba dipende dal fatto che sia verde perché il cielo è blu MA il verde e il blu sono due colori cioè percezioni soggettive.

C'è n'è abbastanza da diventare scemi o da essere presi per pazzi. Allora passiamo a osservare i pazzi.

La logica dei pazzi

Nel film Die Hard verso la fine, il protagonista sopravissuto rassicura se stesso e la moglie salvata che "il cielo è blu e l'erba verde".

Parentesi notevole che il film in questione si basi su un romanzo intitolato "Nothing lasts forever": nulla dura per sempre.

Guardare un prato verde con un cielo blu è una visione rilassante e rasserenante. 

Per questo è stato scelto per Windows XP uno sfondo del genere. Infatti è l'immagine più vista al mondo.

Perché? Perché "il cielo è blu e l'erba verde" è una metafora della vita. Le cose sono così perché l'altrimenti si è estinto. Nella sua essenza c'è il relativismo (i colori) ma anche l'assolutismo (il loro rapporto). 

Perciò è una metafora del senso della vita che nella sua varietà e complessità non ammette qualsiasi tipo di relativismo.

Questo pensiero è molto rassicurante perché implica che, anche se non comprendiamo il perché, anche se non ne comprendiamo il come, alle fondamenta vi è un ordine imprescindibile.

Non sappiamo perché il cielo sia blu ma conosciamo il processo per cui esso appare blu, sappiamo cos'è che fa apparire l'erba verde e intuiamo l'essenza dell'ordine delle cose nell'immagine suggestiva riassunta nel titolo "l'erba è verde perché il cielo è blu".

L'epica del cinema d'azione americano

I film americani finiscono sempre che i buoni prevalgono sui cattivi e che gli uni e gli altri siano sempre riconoscibili.

In questa visone un po' infantile risiede la convinzione che esista un ordine fondamentale delle cose e che esso prevarrà sul caos.

  • Se l'erba non fosse ottimista, non germoglierebbe nemmeno.

Perciò nell'immaginario collettivo Bruce Willis interpreta un personaggio più rassicurante è positivo di quelli proposti da Woody Allen.

Il primo esiste e trae la ragione di esistere dalla sua stessa esistenza. Gli altri devono andare dallo psicologo per affrontare i loro problemi esistenziali.

In fondo John McCLane non è altro che la metafora moderna del buon primitivo, di qualcuno che prevale, non perché abbia un piano, ma perché ha uno scopo intrinseco.

Esiste prima ancora di essere o di dimostrare di essere. La brutalità dell'essenza. 

L'essenzialità del giusto contrapposta alla banalità del male.

La realtà è dura a morire

In questo senso il cattivo di "Die Hard" è normale mentre John McClane rappresenta un protagonista distopico. 

É distopico perché è stato cacciato dalla polizia, non si trova dove dovrebbe essere e sta facendo una cosa che non dovrebbe.

Insomma, da un punto di vista della società è fuori ruolo, è fuori posto, interferisce sia con l'azione dei buoni, sia con l'azione dei cattivi.

Disattende tutte le aspettative sociali che da lui ci si aspetterebbe. Oltretutto è impallato con l'ex moglie che lo ha lasciato e nemmeno desidera vederlo. 

Insomma, socialmente è un outsider, un fallito, un problematico, è insensibile agli altri, al contesto, alla società e al dolore ben oltre i limite del comune. 

Però esiste e in quel suo esistere c'è un essenza fondamentale, una convinzione atavica, un ordine primitivo.

  • Sum ergo sum

L'esistere che giustifica se stesso.

Una solida realtà come antidoto

La società distopica entra in crisi all'apparire del cattivone capace di sfruttare le contraddizioni del sistema a suo vantaggio e tutto, nel piano dei cattivi, procederebbe lisco se non fosse che il caso gli ha piazzato – ammettiamolo – uno stronzo impenitente incapace di qualsiasi compromesso.

Al cattivone di turno sarebbe bastato lasciare andare uno specifico ostaggio per liberarsi dello scocciatore e portare a termine il suo piano.

Un ragionamento sicuramente alla sua portata della sua intelligenza ma non alla portata della sua natura.

La sua sconfitta sta proprio nella sua mentalità, infatti, quando scopre la ragione della determinazione del suo antagonista come si pone: io ho l'ostaggio perciò sono io a dirigere il gioco. 

Ammetiammolo, più che un cattivo, si tratta di un idiota, dopotutto.

Yippee ki-yay, motherfucker!

Salutami il pavimento quanto lo incontri.

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Roberto A. Foglietta 9/2/2018 · #2

UP.2018.2.9

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Roberto A. Foglietta 31/1/2018 · #1

L'ERBA È VERDE PERCHÉ IL CIELO È BLU

La continuazione dell'articolo "il senso delle cose" ma con un taglio più pop e narrativo.

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