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La leadership autotevole

La leadership autotevole

Published on November 30, 2016 on LinkedIn

Introduzione

La traduzione migliore della parola LEADERSHIP in italiano è GUIDA e se ci viene in mente la guida turistica non stiamo sbagliando infatti chi non è leader è considerato follower, inseguitore. Noi italiani in particolare abbiamo inventato una terza via che si declina in due figure. Perciò noi abbiamo i leader, i follower, gli allenatori della nazionale non in carica (wanna-be) e quelli che sono contro (antagonisti, critici, etc).

Rotto il ghiaccio proviamo ad andare un attimo più a fondo nel concetto.

La leadership può manifestarsi in tre casi diversi e poi ne aggiungeremo un quarto.

La leadership istituzionale

In questa categoria abbiamo quelle persone che non sono autorevoli ma che vengono investite dall'alto di autorità (promozione, delega, etc.) ma non prendono decisioni e non si assumono la relativa responsabilità. In questo caso, ricoprono il ruolo di BOSS (capo) e mantengono la loro condizione evitando di intervenire in modo funzionale ma semplicemente per confermare lo status-quo o a supportare il divenire quando già si è affermato (premiazione del vincitore). Perché anche dare ordini, è una responsabilità.

La leadership opportunistica

In questa categoria abbiamo quelle persone che non sono ne autorevoli e generalmente neppure investite di autorità, se non in minima parte, ma che fanno leva sulla fiducia o sulla credulità per godere di una posizione di vantaggio. Utilizzando questo vantaggio in modo funzionale diventano portatori di interessi a cui molti tendono a guardare e a seguire generalmente nella convinzione di trarne un vantaggio.

Piccola riflessione d'intermezzo

La differenza fra queste due declinazioni di leadership non è l'autorità ma piuttosto la leva (leverage) cioè su cosa si basa la condizione di primato, nel primo caso sull'opportunismo situazionale e nel secondo caso sull'opportunismo personale. Siamo in Italia perciò non serve che vada nel dettaglio di questi fenomeni.

Quando vogliamo contestare un leader diciamo che è un opportunista che è la massima negazione della sua leadership. L'opportunismo non è sbagliato. Come non è sbagliato perseguire fini personali. Perciò non confondiamo i moralismi con l'etica.

Queste due figure possono essere molto utili agli altri oltre che a se stesse. Il figlio del meccanico che ha imparato a riparare auto nell'officina del padre e che ora dirige un'officina è un opportunista ma probabilmente è anche il migliore meccanico della città. Perciò facciamo attenzione a distinguere il mezzo dal fine e in particolare se il fine è onorevole e il mezzo lecito allora non vi sono problem