Roberto A. Foglietta en Economists and Finance, Communications and journalism, Digital Marketing ◽Freelance Consultant • ◾www.roberto.foglietta.name 10/3/2018 · 2 min de lectura · +400

Puzzle Italia

Puzzle ItaliaPublished on March 10, 2018 on LinkedIn

Introduzione

Quale futuro si prospetta per l'Italia post-elezioni? Una domanda difficile a cui rispondere considerati i risultati delle elezioni. 

Nessuna coalizione ha ottenuto la maggioranza per governare e il Movimento 5 Stelle che ha ottenuto da solo oltre il 30% dei voti diventando, di fatto, il primo partito italiano rimane un'entità aliena nel panorama della politica italiana tradizionale che però a sua volta non è riuscita a trovare risposte convincenti ed è stata punita dall'elettorato. L'altro partito emergente da queste elezioni è la Lega Nord che è passata dal 4% del 2013 al 17% del 2018 ottenendo uno strabiliante risultato. 

Dopo il NO al referendum del 4 dicembre 2016, ha vinto il voto di protesta ma senza una possibilità realistica di formare una maggioranza politica omogenea con un programma di governo realistico.

L'inciucio (im)probabile della vecchia politica

Centro destra (37%) e centro sinistra (23%) si potrebbero alleare per un governo di responsabilità e mandare M5S all'opposizione.

Diciamo che sarebbe l'ennesima vittoria dei 5 Stelle che potrebbero continuare a cavalcare la protesta contro la vecchia politica e avrebbero anche ragione di denunciare il grande inciucio contro di loro, a ragione perché in effetti, sono il primo partito nazionale.

Se fossi nei panni di Di Maio sarei felice come una pasqua che la vecchia politica facesse fronte comune contro il Movimento 5 Stelle.

Oltretutto, sarebbe cavato dall'impiccio del reddito di cittadinanza. Perché ammettiamolo: un conto é promettere, un altro conto é mantenere. Un conto é raccogliere consenso, un altro conto  é governare. 

Senza considerare che la destra con Salvini è forse anche più populista, razzista e anti-scientifica del Movimento 5 Stelle.

Almeno Grillo, nel contestare l'establishment scientifico al servizio delle multinazionali, prende in considerazione che esista la scienza. 

La lega è un rigurgito medioevale e il patetico giuramento di Salvini sul vangelo, con il rosario in mano, è cosa che ha dato fastidio anche ai cristiani cattolici, almeno quelli consapevoli.

Per quanto riguarda il Partito Democratico, non è tanto il partito a essere decotto. È proprio la sinistra italiana ad essere alla frutta, ormai da una ventina d'anni. Basti pensare che il ruolo della sinistra è stato preso dai 5 Stelle per dare un'idea della débâcle politica.

Contano i partiti o le coalizioni?

Quale di queste due cartine rappresenta più realisticamente l'Italia politica? Quella dei partiti o quella delle coalizioni?

Le coalizioni, ovviamente, esistono e bisogna tenerne conto. Bisogna anche però verificarne l'omogeneità e la loro capacità programmatica.

Questo aspetto diventa ancora più delicato nell'ipotesi che due coalizioni che dovrebbero essere ideologicamente antagoniste {dx, sx} si alleino per governare. Significherebbe che davvero il concetto di destra e sinistra é venuto meno. Cosa per altro vera perché il Partito Democratico di Renzi era tutto tranne che di sinistra.

La realtà é che l'Italia non si divide in fazioni politiche ma in fazioni geografiche. Quindi é corretto parlare di situazione pre-unità d'Italia e sotto questo punto di vista la mappa delle coalizioni rappresenta meglio la realtà odierna.

L'Italia unita non esiste e probabilmente non é mai esistita, é solo una convenzione. Nel caso che esista, allora il partito che più la rappresenta é il M5S.

A questo punto possiamo trarre le conclusioni su quale ci pare sia l'opzione "meno peggio": se accettare che l'unità d'Italia sia stata un fallimento oppure che l'Italia, nel suo complesso, sia rappresentata dai 5 Stelle.

L'escamotage del governo tecnico

L'opzione di un governo tecnico di unità nazionale sarebbe un mero escamotage: la classica furbata all'italiana di etichettare le cose secondo convenienza e non secondo la realtà.

Sappiamo, infatti, che un governo tecnico baderà ai numeri e i numeri sono un tragedia, perché il sistema Italia é una tragedia. Un governo tecnico per sua natura non avrà la forza politica di imporre dei cambiamenti ovvero fare delle riforme coerenti e consistenti perché non avrà una maggioranza omogenea che lo sostenga.

Perciò dovrà limitarsi a legiferare sulle urgenze, a reagire invece che a programmare. Dovrà continuare ad estrarre risorse dal paese per coprire le perdite ma non potrà tappare i buchi, sistemare il sistema, perciò i buchi si allargheranno e non si chiuderanno.

D'altronde nemmeno il primo partito d'Italia ha raggiunto la maggioranza per impostare una linea politica. Francamente anche se l'avesse, non avrebbe ne le capacità ne l'esperienza per tradurla in pratica.

Neanche gli altri, però, hanno dimostrato di avere tale capacità. Altrimenti non sarebbero stati doppiati dal Movimento 5 Stelle.

Anche ripetere le elezioni, non cambierebbe sostanzialmente il risultato. The game is over.

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