Roberto A. Foglietta en Dirigenti e manager, Economists and Finance, Communications and journalism ◽Freelance Consultant • ◾www.roberto.foglietta.name 12/3/2018 · 2 min de lectura · +400

Uno scenario iconoclastico dell'Italia contemporanea

Uno scenario iconoclastico dell'Italia contemporanea

Published on September 13, 2017 on Linkedin

Introduzione

Dalla condivisione di un post di Caterina Migliore sui reati recentemente depenalizzati, si evince un quadro inquietante dal quale, oltre a minare alle fondamenta la sfera del diritto privato, si depenalizza la logica del più furbo per non dire quella della Jungla.

L'Italia è una repubblica fondata sul falso.

Non dimentichiamoci che in precedenza 2002 era stato depenalizzato il falso in bilancio poi riportato nel diritto penale nel 2015.

Oggi però possono essere scritti bilanci "veri" basati su scritture private false e distruzione di documenti. Un bilancio falso lo poteva fare chiunque, così invece é richiesto un "indotto di complicità" ovvero si garantisce che la torta si spartisca.

Con questi presupposti perché gli investitori stranieri dovrebbero rischiare il loro capitali in Italia? Giusto, gli italiani prima!

Fonti

Uno scenario iconoclastico dell'Italia contemporanea

Leggo sul Secolo XIX di oggi, 13 settembre 2017, che probabilmente sarà la consulta sollevando eccezioni di incostituzionalità e operando elissioni al testo attuale in modo chirurgico a metter ordine nella legge elettorale.

L'operazione che dovrebbe concludersi verso gennaio 2018 porterebbe ad avere una legge elettorale proporzionale senza sbarramenti, che abbia le stesse modalità per Camera e Senato, senza capolista bloccati e dotata di premio di maggioranza al 40% solo se le due maggioranze in Camera e Sanato coincidessero.

Sarebbe la terza volta che la Corte Costituzionale interverrebbe sulla legge elettorale. La tempistica permetterebbe al Governo di rimanere in carica fino all'approvazione del bilancio e di permettere le elezioni alla scadenza del mandato come se quella fosse quella naturale di un Governo designato da un Parlamento normalmente eletto.

La continuità legislativa eviterà (o limiterà) il rischio che il prossimo governo decida di mettere in discussione la legittimità dell'attività parlamentare precedente che fra le altre cose porterebbe importanti conseguenze nel diritto penale che per sua natura concepisce le depenalizzazioni ex-func (anche per reati precedentemente commessi, accertati e giudicati) salvo appunto la legittimità della depenalizzazione.

Si apre perciò per gli Italiani e l'Italia la possibilità di un condono quasi universale, di proporzioni tali che nemmeno i politici della prima Repubblica avevano osato sognare e quelli della seconda Repubblica avevano osato proporre. 

Si apre, invero, anche una nicchia politica per un partito dell'onestà che invece avesse come primo punto del programma rimettere in discussione tutta questa libertà che ovviamente sarà tacciato di giustizialismo.

La probabilità che gli italiani votino compatti una tale proposta é piuttosto remota perché la percezione generale sull'impunità varia fra un gongolante masochismo e un ipocrisia scandalistica.

La parte migliore però, non riguarderà solo il passato, ma anche il futuro: impossibilitati di gestire la realtà - stante le tante depenalizzazioni e si sa che gli italiani non brillino per coraggio - saremo finalmente liberi di manipolare le versioni del cose ante e post literam, letteralmente.

Giusto per dare un idea della profondità della cosa, per scritture private s'intendono anche gli atti pubblici e notarili che sono alla base della compravendita di immobili, auto, quote aziendali, fidejussioni, polizze vita, partecipazione ai fondi pensione, depositi e conti correnti.

Conclusione

In estrema sintesi, potremo contare sul contante che avremo nel portafogli, sull'oro portato addosso e non molto altro. Ci toccherà imparare dal popolo Rom come si può prosperare in queste condizioni di sospensione del diritto.

Più che un secondo piano Marshall assomiglia a un colpo di Stato in salsa sud americana.

In un tale scenario, non è improbabile che l'acclamazione popolare convergerà verso la nomina di un Re e l'accettazione di una monarchia parlamentare, stante il fatto, che sudditi per sudditi, sarà meglio conoscere l'identità del sovrano piuttosto che essere in balia di un qualunque Innominato di turno.

D'altronde l'impeachment dell'80% della classe dirigente e del 96% della classe politica non porterebbe a uno scenario diverso. Ci rimane quindi ancora un dubbio: chi sarà il futuro Re d'Italia, il novello Ulisse?

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