Project Management: teoria del controllo

Project Management: teoria del controllo Published on October 25, 2016 on LinkedIn

Introduzione

Il giusto approccio, un modello quantitativo e un metodo elastico possono aiutare l'arte del Project Management a evitare percorsi inutilmente contorti.

La teoria del controllo della gestione dei progetti, qui presentata, si basa sulla teoria della misura e degli errori e su un modello quantitativo descritto nell'articolo "Project Management: concetti di base" che a sua volta si basa su concetti statistici più generali.

Riassunto del modello quantitativo

Nel precedente articolo abbiamo visto:

  • come applicare in modo ricorsivo il principio di Pareto per ottenere un modello di copertura dei casi in maniera da correlare qualità (sigma) e tempi di progetto;
  • che per fare 60 unità di lavoro (a 3 sigma) occorrano 100 unità di tempo e che questo rapporto è compatibile con il modello quantitativo: √2 < 1.67 < √3;
  • che per consegnare a 3 sigma in tempo utile bisogna puntare a 3.6 sigma;
  • che per fare 60 unità di lavoro (a 6 sigma) occorrono 250 unità di tempo e che questo rapporto (π/2)³ < 4.17 ~ √2·√3·√3 < (√3)³ è compatibile con un modello quantitativo di gestione del progetto a tre parametri: risorse, sviluppo e risultati;

Inoltre avevamo dedotto che:

  • che i parametri di progetto agiscono come dimensioni spaziali ovvero che aumentano i gradi di libertà di gestione ma anche la complessità del progetto;
  • che in un progetto costituito da N dimensioni, la gestione del progetto rappresenta la dimensione N+1 e con essa possiamo efficientare le altre dimensioni arrivando a un indice di efficienza 1:√3·(√2)ⁿ ma se provassimo ad ottimizzare tutte le dimensioni contemporaneamente otterremmo 1:(π/2)·(π/2)ⁿ che è un risultato peggiore;
  • che il progetto più semplice (N=1) apparentemente non segue la regola generale sopra descritta e invece risulta ben più efficiente √3 < (√2)² < √2·√3 ma dal modello quantitativo sappiamo che con una gestione perfetta non sarebbe migliore di π/2 e aggiungendo il contributo di gestione avremmo (π/2)² ~ 2.47;
  • che per il progetto più semplice dotato di una gestione perfetta si avrebbe un'efficienza di (π/2)² ~ √2·√3 che è compatibile con la regola generale sopra;

Gli ultimi 3 punti ci suggeriscono che per un progetto a N+1 dimensioni (N+gestione), le prime N dimensioni non sono completamente indipendenti fra loro e c