VA DI MODA IL BRUTTO, UN FREAKSHOW CONTINUO PER ESSERE CHIUNQUE MA NON NOI STESSI


Va di moda il brutto, il grottesco diventa moda, tutto sembra il riflesso delle brutture, della cattiveria, del caos della società e dei problemi interiori di chi la vive, lo vedo ovunque e non mi rimane che farmene una ragione.

Dalle passerelle, alle strade delle città fino ad arrivare alla televisione, sembra che quello che un tempo era considerato di cattivo gusto, volgare o ad esclusivo appannaggio di un' "élite" ristretta, limitata e provocatoria, un mondo da bannare e lasciare nelle retrovie, ora, sia stato sdoganato per permeare ogni settore della società ed essere sfacciatamente alla mercé di tutti.

Tutto assume le sembianze di una caricatura, un bisogno impellente di sdrammatizzare-drammatizzando, una sorta di esorcismo per gridare al mondo di essere diversi da tutti, che siamo unici, che non ci prendiamo troppo sul serio; uomini e donne che esasperano una realtà che non è parte di loro, che pur di essere qualcuno sono disposti ad essere chiunque pensando invece di distinguersi.

 Il brutto viene capito (ancora) da pochi ma ormai, accettato e forse tacitamente apprezzato da tutti; tutti ne abbiamo repulsione ma allo stesso tempo ne siamo attratti ed incuriositi, un po’ come avviene con gli incidenti stradali, sappiamo che potremmo assistere a scene raccapriccianti ma la morbosa curiosità ha il sopravvento e ci mettiamo a sbirciare.

 Forse siamo assuefatti al bello e non lo riconosciamo più come tale dandolo per scontato o probabilmente siamo arrivati al punto che per darci uno scossone emotivo abbiamo bisogno del brutto per percepire qualche brivido vitale, emotivo e creativo?

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VA DI MODA IL BRUTTO, UN FREAKSHOW CONTINUO PER ESSERE CHIUNQUE MA NON NOI STESSI